Vaccini in base al PIL? No grazie

Vaccini in base al PIL? No grazie

Letizia Moratti, neoassessore alla salute e vicepresidente della regione Lombardia, chiede a gran voce di rivedere i criteri di distribuzione dei vaccini contro il Covid-19. Secondo la Moratti si dovrebbero favorire quelle regioni con maggiore densità abitativa, dove vi è più mobilità, dove l’epidemia ha colpito maggiormente e, soprattutto quelle che contribuiscono in modo significativo a PIL nazionale. Tradotto in soldoni bisogna favorire la Lombardia. La proposta del vicepresidente lombardo è stata inviata al commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri e sarà presentata a Roma in modo da discuterla in conferenza Stato-Regioni.

La distribuzione dei vaccini, secondo il pensiero della Moratti, dovrebbe favorire le regioni più “ricche”, quelle del nord, dove la sanità è più efficiente e dove gli ospedali sono meglio attrezzati. Le regioni più “povere”, quelle del sud, con pochi posti letto in ospedale e terapie intensive all’osso, possono aspettare, tanto i loro abitanti sono sacrificabili perché producono poco PIL.

La risposta del Ministro della Salute Roberto Speranza non si è fatta attendere e in un messaggio inviato tramite Twitter ha scritto “Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono. In Italia la salute è un bene pubblico fondamentale garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più”. Una risposta adeguata e decisa che boccia completamente la richiesta della Moratti. Una proposta che sarebbe stata adeguata alla fine dell’ottocento o agli inizi del novecento, quando la distribuzione del vaccino sarebbe stata sicuramente realizzata in base al censo.

L’unico a difendere la Moratti è il Presidente lombardo Attilio Fontana, infatti ha dichiarato: “Le integrazioni mi sembrano estremamente coerenti e logiche e ascolteremo cosa ne pensa Arcuri”.

La proposta della Moratti, se fosse posta in essere, avrebbe gravi ripercussioni anche sul mondo della scuola. Infatti una distribuzione dei vaccini in base al PIL permetterebbe alle regioni del nord di riprendere le attività didattiche in presenza con largo anticipo rispetto alle regioni del sud, acuendo ancor di più il divario fra i due territori. Quindi, non ci sarebbero solo riflessi sul piano economico, ma anche su quello culturale.

Il mondo della scuola, quindi, rimanda al mittente la proposta della Moratti e spera tanto in una celere ed equa distribuzione del vaccino in tutto il territorio nazionale. La ripresa omogenea delle attività scolastiche in presenza è requisito indispensabile per garantire a tutti gli studenti italiani quel diritto allo studio costituzionalmente garantito ma offuscato dal Covid-19.

Armando Bayo

Armando Bayo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *