Stipendi scuola, qualche timido spiraglio positivo nell’intervista al neoministro

Stipendi scuola, qualche timido spiraglio positivo nell’intervista al neoministro

Il nuovo ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha concesso una lunga intervista al Corriere della Sera – la potete leggere qui -, in cui parla delle sue intenzioni. In gran parte si tratta di dichiarazioni piuttosto generiche, e che comunque potrebbero essere state fatte da lui come da qualcuno dei suoi predecessori.

La valutazione degli insegnanti

Un esempio del tenore delle sue dichiarazioni può essere rappresentato dalla sua risposta, alla domanda dell’intervistatore sulla valutazione degli insegnanti, il neoministro risponde con una serie di affermazioni di carattere molto generale che è impossibile non condividere: “Guardare al merito degli insegnanti significa riaffermare il loro alto ruolo sociale, strategico per lo sviluppo del Paese, riconoscendo anche economicamente impegno e competenza. Mi batterò perché quella del docente torni ad essere una figura autorevole, caratterizzata dal rispetto, dalla dignità e dal decoro: dobbiamo anche prevedere misure efficaci per tutelare l’autorevolezza degli insegnanti e la serenità del loro lavoro, riscoprendo negli studenti l’educazione alla cittadinanza: la scuola del merito deve educare all’impegno e alla responsabilità e deve pretenderli. Ma, anche considerando il recente caso del prof di Firenze che ha scritto una bestemmia in un post, sono i docenti per primi che non devono mai venire meno al loro ruolo di educatori”.

E’ altrettanto vero che non ha detto una sola parola su come intende effettivamente valutare gli insegnanti, e quindi dalle sue parole non si può capire nulla di cosa intende fare (per cui non si può che sospendere il giudizio in attesa di informazioni più chiare).

Rinnovo del contratto della scuola

Non si può fare a meno di riscontrare la stessa vaghezza anche quando si parla del rinnovo del contratto della scuola. Ci saranno i 100 euro di aumento (lordo)? “Nella legge di Bilancio ci sarà grande attenzione alla scuola, senza dover toccare il fondo per la valorizzazione professionale. Già giovedì incontrerò i sindacati” – in questa affermazione l’unica certezza è che il ministro non vuole toccare i 340 milioni per il salario accessorio per destinarli all’aumento generalizzato.

Il relatore della legge Gelmini

Gli unici spiragli positivi arrivano dalla risposta alla domanda sul suo passato da relatore della famigerata legge Gelmini: “Rispondo una volta per tutte alla fake news del Valditara che avrebbe tagliato fondi alla scuola: sono stato relatore della legge 240 solo sull’università e condizionai il mio consenso all’impegno del governo a stanziare ogni anno 500 milioni per gli atenei. Prima avevo portato un aumento di 350 euro al mese per i dottorandi e una tassa sul fumo per dare 400 milioni all’anno alla ricerca. Per me oggi inizia una fase di confronto: l’Alleanza per il Merito si costruisce con il dialogo”.

Per dare un giudizio positivo o negativo aspetteremo i suoi atti.

Roberto Bosio

Roberto Bosio