MISSION 4 IS POSSIBLE

MISSION 4 IS POSSIBLE

Il titolo è un po’ ad effetto, ma il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentato in questi giorni dal Governo Draghi per l’impiego dei fondi del Recovery Found europeo, detto anche Next Generation EU, divide i propri obiettivi strategici in Missioni, assegnando alla Missione 4, Istruzione e Ricerca, uno stanziamento di oltre 30 miliardi fino al 2027. Missione possibile, quindi, tuttora sulla carta, per rilanciare la scuola, quantomeno in termini di risorse aumentate. Ci avvaliamo del contributo del Prof. Fabrizio Reberschegg, della Gilda Nazionale degli Insegnanti, per presentare la Missione 4, secondo linee generalissime, rinviando, per ora, analisi più dettagliate. Possiamo suddividere, facendone un breve elenco, non ragionato, il Piano strategico di investimenti, schematizzando la presentazione del governo, in quattro grandi settori (Potenziamenti; Riduzioni; Riforme; Interventi strutturali):

  1. POTENZIAMENTI: del sistema 0-3 anni (nidi), del tempo pieno nella primaria, delle mense e delle infrastrutture sportive, del sistema ITS dei Professionali, dei Dottorati di ricerca, delle infrastrutture, del cablaggio delle scuole e delle sedi universitarie, delle azioni di supporto mirate per i dirigenti scolastici, del Mentoring e della formazione (anche da remoto), per almeno il 50% dei docenti, del sistema di formazione in servizio degli insegnanti, delle scuole innovative, del cablaggio e di nuove aule didattiche e laboratori, della didattica digitale integrata e della formazione sulla transizione digitale del personale scolastico, della regolarità e della stabilità, aumentando le cattedre disponibili con insegnanti di ruolo, delle discipline STEM (quelle di tipo scientifico- matematico), di nuove competenze e nuovi linguaggi, delle borse di studio per l’accesso all’università;
  2. RIDUZIONI: interventi che mirano innanzitutto a ridurre i divari territoriali nelle competenze di base (italiano, matematica e inglese), con particolare riferimento al mezzogiorno, del numero degli alunni per classe e conseguente dimensionamento della rete scolastica;
  3. RIFORME: del sistema di Orientamento attivo, nella transizione scuola-università (programma di investimenti a favore degli studenti al quarto ed al quinto anno delle scuole superiori), degli istituti tecnici e professionali, delle classi di laurea, delle lauree abilitanti, del sistema di reclutamento dei docenti, attraverso crediti professionali spendibili per l’avanzamento della carriera, secondo un sistema meritocratico di valorizzazione e attraverso forme di erogazione tramite una Scuola di Alta Formazione;
  4. INVESTIMENTI STRUTTURALI: in tema di pensioni, per superare la fase transitoria di applicazione della cosiddetta «Quota 100», che terminerà a fine anno e sarà sostituita da misure mirate a categorie on mansioni logoranti, in edilizia scolastica e infrastrutture e sugli alloggi per studenti, in tema di messa in sicurezza e di riqualificazione ed efficienza energetica;

Tali misure hanno l’obiettivo strategico di comportare un significativo miglioramento della qualità del sistema educativo del nostro Paese, che non potrà non passare attraverso un innalzamento delle professionalità del personale scolastico. Il processo normativo sarà avviato nel 2021, per concludersi già entro il 2022. Punto critico, cui vale la pena accennare, l’introduzione di un sistema di formazione in servizio obbligatoria per tutto il personale scolastico, attraverso un impianto di moduli formativi che prevedono l’acquisizione di crediti: torniamo alla carriera a punti? Respingiamo fin d’ora l’obbligo di una formazione imposta dall’alto, senza alcuna libertà di scelta e alcun riconoscimento contrattuale ed economico.

Stefano Battilana

Stefano Battilana

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