Flat tax lavoro dipendente, a cosa starebbe pensando il governo Meloni

Flat tax lavoro dipendente, a cosa starebbe pensando il governo Meloni

A quanto sembra, nella legge di bilancio dovrebbe esserci spazio per la flat tax. La cosiddetta tassa piatta dovrebbe essere applicata in due situazioni diverse:

  • si estenderà il regime fiscale per alcune partite IVA – quelle con imposta al 15% – per i ricavi fino a 85.000 euro (ora il tetto è pari a 65mila euro);
  • alla prima misura si dovrebbe aggiungere una versione per i dipendenti, in questo caso l’aliquota del 15% verrebbe applicata solo alla parte aggiuntiva del reddito prodotto nel 2022 (rispetto alla media dei tre anni precedenti).

Misura voluta da Fratelli d’Italia

Come ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti illustrando la Nadef, la flat tax per i dipendenti sarebbe “un regime sostitutivo opzionale per i titolari di redditi da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’Irpef nei tre anni d’imposta precedenti”.

Come ha spiegato la premier Giorgia Meloni nel discorso in cui ha richiesto la fiducia al Senato, si tratta di “un segnale di merito” “per chi è in difficoltà e si rimbocca le maniche”. Questa misura era contenuta nel programma elettorale del centrodestra.

La simulazione

Uno studio di Leonzio Rizzo e Riccardo Secomandi pubblicato su lavoce.info ha calcolato i possibili effetti della misura ipotizzata dal governo. Prendendo ad esempio due categorie di dipendenti pubblici – dirigenti e impiegati – ed il rinnovo del CCNL che porterà nel primo caso un aumento mensile di 1.250 euro – e di 100 euro per l’impiegato.

Per il dirigente la riduzione di imposta sarà di 350 euro – mentre per l’impiegato il risparmio sarà di venti euro. Si tratterebbe quindi di una misura più di facciata che altro.

Roberto Bosio

Roberto Bosio