Immissioni in ruolo: facciamo il punto

Immissioni in ruolo: facciamo il punto

Probabilmente nel mese di luglio partiranno le operazioni per le nomine in ruolo del 2022/23.

Manca l’autorizzazione da parte del MEF del contingente di posti che saranno divisi al 50% tra le Graduatorie di merito regionali e successivamente , laddove siano ancora presenti, le Graduatorie ad esaurimento provinciali.

Manca ancora anche l’Allegato A, cioè le istruzioni operative che rispetto al passato dovranno sciogliere nuovi dubbi: in particolare il destino delle graduatorie del concorso ordinario bandito nel 2020 che non sono ancora state pubblicate.

Infine manca ancora la convocazione del Ministero del tavolo sindacale per l’informativa in merito a tutte le operazioni.

L’altro 50% dei posti è appannaggio dei concorsi e delle varie graduatorie regionali vigenti.

Precisiamo subito che ai vincitori del concorso del 2016 (non per gli idonei) vanno i posti da GM per gli idonei ormai le graduatorie del vecchio concorso sono definitivamente decadute.

Nel caso di posti residuanti dopo questa fase il 50% di questi posti spettano ai vincitori al concorso del 2018 e il restante 50% al concorso ordinario del 2020.

Gli eventuali ulteriori posti rimasti saranno assegnati alla cosiddetta “Call veloce”, ripristinata per le immissioni in ruolo per il 22/23.

Successivamente solo per i posti di sostegno nelle scuole di ogni ordine e grado, saranno assunti con contratto a tempo determinato al 31.8.2023 i docenti inseriti nella prima fascia di sostegno delle GPS aggiornate nel 2022, ai sensi del comma 4 dell’art. 59 della legge 106/2021.

Dal contingente di 14.420 posti del 2021/22 e su posti curricolari nella scuola secondaria di primo e di secondo grado saranno assunti, con decorrenza 22/23, i docenti vincitori del concorso straordinario bis non ancora concluso.

Ma i posti non bastano

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha annunciato che i posti saranno 60 mila circa.

Ma i conti non tornano: i numeri del Ministero non bastano per coprire i posti vuoti d’organico, ora di quasi 80mila cattedre, sostegno incluso.

In particolare, mancanoo circa 5mila cattedre nella scuola dell’infanzia, 20mila alla primaria, 24mila alla scuola secondaria di primo grado e 29mila alla secondaria di secondo grado.

Solo nell’infanzia e primaria potrebbero essere circa 40 mila posti

Vittorio Borgatta

Vittorio Borgatta

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