Il maestro dimezzato

Il maestro dimezzato

“Al fine di conseguire gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e di promuovere nei giovani, fin dalla scuola primaria, l’assunzione di comportamenti e stili di vita funzionali alla crescita armoniosa, alla salute, al benessere psico-fisico e al pieno sviluppo della persona, riconoscendo l’educazione motoria quale espressione di un diritto personale e strumento di apprendimento cognitivo, nelle more di una complessiva revisione dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, è introdotto l’insegnamento curricolare dell’educazione motoria nella scuola primaria nelle classi quarte e quinte da parte di docenti forniti di idoneo titolo e la correlata classe di concorso “Scienze motorie e sportive nella scuola primaria”

Quando un politico deve risolvere un problema, e non ha i mezzi, cerca di usare argomenti complessi e paroloni per far credere all’opinione pubblica di averlo risolto.  Il contendere in questione è l’attività fisica nella scuola primaria. Il Ministero ha pensato di risolvere nominando da GPS i laureati in scienze motorie, come se tutto dipendesse dalla non capacitò dell’insegnante di scuola primaria. Oltre ad essere, come sempre, una soluzione denigratoria nei confronti di tutto il corpo docente della primaria. Ha vanificato il lavoro portato avanti in questi anni dagli insegnanti che nell’educazione fisica ci  credono ed hanno investito tempo e denari in corsi di aggiornamento.

Il ministro si è posto il problema di fare un censimento di quanti insegnanti della primaria hanno un attestato rilasciato dalle federazioni sportive riconosciute dal CONI di tecnico delle  giovanili  e per tanto abilitati ad insegnare pratiche sportive? E che in questi anni, con  accordi tra MIUR e CONI, sono stati fatti corsi rivolti per perfezionare l’insegnamento nella primaria delle attività sportive e dell’attività motoria? E consentire a chi ne è in possesso di continuare ad insegnare motoria?

Certo il Ministro non sa che in molte scuole non esiste il luogo principe dove poter fare l’attività fisica, LA PALESTRA. Dove invece esiste manca per la maggior parte l’attrezzatura per poter fare gli esercizi specifici.

Ora invece tutto questo verrà risolto dall’esperto l’Insegnante, con la I maiuscola, che verrà catapultato in una realtà non sua e che scoprirà che i suoi omologhi della secondaria hanno uno stipendio maggiore e lavorano meno ore.

Se qualcosa nella scuola non funziona, come al solito il problema è l’incapacità degli insegnanti.

 Se i giovani non fanno attività sportiva nessuno ha mai pensato che la colpa sia ad attribuire all’assenza dello Stato? Stato che in questi ha demandato tutto alle società sportive senza dare un’ aiuto concreto alle stesse.

Gianni Più Gilda Sassari

Gianni Più

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