COSA VIENE DOPO LA DAD: LA SCUOLA E LA GESTIONE DEI COSTI

COSA VIENE DOPO LA DAD: LA SCUOLA E LA GESTIONE DEI COSTI

di Montesquie

Dopo il lungo letargo dovuto alla pandemia, il mondo produttivo si va riprendendo, con due caratteristiche piuttosto costanti: la prima riguarda la diminuzione del costo del lavoro, per il venir meno dei costi accessori (pranzi, logistica, trasporti, servizi di assistenza, gestione uffici, eccetera). In pratica, da casa il lavoratore costa meno, anche se, paradossalmente, lavora pure di meno: la sua produttività (rapporto fra costo del lavoro e output produttivo) aumenta. La seconda caratteristica, in presenza del blocco dei licenziamenti, e del venir meno del turnover interno è l’aumento del personale esternalizzato, che ha costi assolutamente inferiori. Ora, questo scenario si può attribuire anche alla scuola, la quale, pur non essendo un’azienda, è una struttura aziendale complessa, di cui rispetta anche le medesime composizioni percentuali. Peraltro, fra le strutture gerarchiche statali complesse, la scuola appare fra le più virtuose, come produttività: basti pensare alla Sanità, dove quasi la metà del personale è diversamente impiegato in attività “non mediche” o alle Forze Armate, dove le attività di “fureria” valgono almeno la metà di quelle operative.

A scuola, invece, la gran parte del personale è addetto direttamente all’utenza, come un esercito tutto in prima linea e con pochissimi “imboscati”. Infatti, grosso modo, la struttura del personale della scuola rispecchia molto di più quella di una grande azienda di servizi, seppur tenendo in considerazione la sua particolare natura autonomistica: – un 2% di dirigenti; – un 13% di “professional”, che comprende sia il cosiddetto middle management sia il personale di segreteria specializzato, i referenti di progetto, i responsabili di sede distaccati, eccetera; – un 85% a diretto contatto con l’utenza, principalmente i docenti, ma anche gli educatori, i collaboratori scolastici, eccetera. È su quest’ultima grossa fetta di personale addetto allo “sportello” che si possono realizzare i risparmi più significativi.

In che modo, quindi, il governo può attuare una politica di contenimento dei costi, pur in presenza non solo del divieto di licenziamento, ma persino in attuazione di una campagna assunzionale? In primis, può stabilire per decreto (Sostegni, ad esempio) che è dovuto, dal 1° settembre 2021, l’intero orario di servizio, anche in assenza di orario delle lezioni, come appunto è previsto (anche se non è ancora stato convertito in legge): misura intollerabile, che ha già raccolto diffusissime proteste. Occorre, inoltre, ricordare che già tutte le riunioni collegiali e di contrattazione (a parte quelle che richiedono firme di validazione) sono state dislocati on-line: un notevole costo in meno per l’individuo e per la collettività. Infine, si possono mettere in cantiere assunzioni di ruolo che restino sulla carta, per mancanza di abilitazioni necessarie al ruolo medesimo e poi coprire gli stessi posti con gli stessi aspiranti, ma a tempo determinato, ed ecco attuata anche l’esternalizzazione del personale, con risparmio di costi, differiti anche nel tempo. [CONT.]

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