Coordinamento Nazionale Precari Scuola: “stabilizzazione con tre anni di servizio”. La petizione.

Coordinamento Nazionale Precari Scuola: “stabilizzazione con tre anni di servizio”. La petizione.

Il comunicato , in cui si richiede la stabilizzazione dei precari ,  è del “Coordinamento Nazionale Precari Scuola” e il gruppo “Sostegno Gps Seconda Fascia”. 

Questa la petizione:

I docenti precari con esclusivo servizio su sostegno di almeno 3 anni, sono docenti abilitati sul campo. Hanno acquisito le dovute competenze pratiche e teoriche, richiedono la stabilizzazione attraverso un percorso transitorio che immetta in ruolo.

Ogni anno gli stessi docenti accettano l’incarico su posto di sostegno, cambiano spesso sede scolastica, sottoscrivono contratti a termine di durata variabile, rendono instabile la loro vita e quella dei loro studenti. Il risultato porta ad un malfunzionamento scolastico ed ha delle conseguenze negative per gli studenti con disabilità e bisogni speciali ai quali la scuola deve garantire continuità didattica e docenti specializzati.

Il fabbisogno di insegnanti specializzati è in continuo aumento. Il numero di cattedre su posto di sostegno ha raggiunto le 100.000 unità. La maggior parte di queste cattedre vengono assegnate a docenti precari con anni di esperienza sul sostegno ma privi di specializzazione. I docenti che hanno superato le tre annualità  sono oggi inseriti nella II fascia delle GPS Sostegno con diritto di precedenza nell’assegnazione dei posti di sostegno rispetto ai precari non esperti. Il Ministero della Pubblica Istruzione riconosce a tali docenti una maggiore professionalità dovuta all’esperienza, autorizzandoli a lavorare con priorità sul sostegno, ma si rifiuta di garantire loro la possibilità di accedere direttamente alla specializzazione contravvenendo in parte a quanto stabilito dalla L.104/92 ovvero assicurare docenti specializzati a tutti gli studenti con disabilità. Questo, inoltre, preclude ai precari storici l’accesso ai concorsi per il ruolo di sostegno.

Pertanto, si chiede al Governo di garantire la formazione e la stabilizzazione attraverso l’istituzione a partire dall’anno scolastico 2021/2022 e anni seguenti, di un percorso transitorio formativo che possa essere conseguito direttamente a distanza con tirocinio da svolgere direttamente nelle scuole presso le quali si svolge il servizio. Il percorso deve specializzare e portare in ruolo tutti i docenti precari che abbiano maturato 3  anni di servizio esclusivo su sostegno, attraverso una graduatoria ad esaurimento per titoli di servizio.

IN ALTERNATIVA, per quanto riguarda il percorso formativo, con l’avvio del TFA sostegno VI ciclo, gli stessi docenti con il requisito dei 3 anni, richiedono di poter iscriversi al corso di specializzazione con accesso diretto (senza preselettive) ed essere immessi nella graduatoria provinciale ad esaurimento che immetta in ruolo a scorrimento.

Si richiede inoltre l’aumento del numero dei posti messi a bando da parte delle Università con particolare attenzione alla richiesta di docenti specializzati in base alle esigenze territoriali. Ad oggi la specializzazione riguarda circa il 10% del fabbisogno nazionale. Non è accettabile che il Ministro dell’Istruzione permetta agli Atenei di decidere quanti insegnanti e in quale territorio debbano essere specializzati senza alcun riguardo per le reali esigenze del sistema scolastico. Ricordiamo che ad oggi il sistema TFA permette accesso alle prove preselettive a migliaia di candidati su pochi posti messi a bando: docenti e aspiranti docenti senza servizio. Una contraddizione che rende nettamente in svantaggio i docenti che da anni lavorano all’inclusione e che dovrebbe il Ministero tutelare ed esigere vengano essi specializzati prioritariamente o riservando loro una percentuale di posti messi a bando.

Siamo certi che, riguardo gli obblighi imposti dalla direttive europee contro lo sfruttamento del precariato soprattutto in ambito pubblico (direttiva EUROPEA 70/99), considerata l’urgenza di trovare una soluzione adeguata al problema della continuità didattica e del sostegno didattico, il Governo si farà carico della questione avviando una fase transitoria, così da sanare definitivamente la piaga dell’instabilità lavorativa dei docenti precari.

Francesco Pititto

Francesco Pititto

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