Come deve procedere una docente in caso di gravidanza a rischio?

Come deve procedere una docente in caso di gravidanza a rischio?

Per ottenere l’interdizione per complicanze della gestazione una docente, ma in generale, vale anche per il personale ata, deve presentare domanda alla dirigente della sua scuola allegando la ricevuta rilasciata dall’ASL.

Per ottenere la ricevuta dalla Asl è necessario presentare alla ASL stessa il certificato del proprio ginecologo che attesti lo stato di gravidanza e che questo attesti le complicanze della gestazione, a questo punto l’Asl rilascerà una ricevuta in duplice copia, delle quali una va consegnata a scuola. Nel caso in cui il ginecologo sia privato, non lavori per un ente pubblico, la Asl deve disporre entro 7 giorni l’accertamento di quanto dichiarato. Se l’accertamento non avviene entro la scadenza dei sette giorni la domanda viene considerata accolta.

DOCENTI PRECARI

Per i docenti precari, quando non sono sotto contratto, c’è la possibilità di percepire l’indennità di maternità fuori nomina, pari all’80% della retribuzione. Tale maternità spetta se lo stato di gravidanza a rischio si verifichi entro 60 giorni dall’ultimo contratto, sospensione o periodo di disoccupazione. Ricordiamo che il testo unico della maternità e paternità 151/01 dice che “tale personale è ammesso al godimento dell’indennità giornaliera di maternità, purché tra l’inizio della sospensione, assenza o disoccupazione e quello di detto periodo non siano decorsi più di 60 giorni.

La pratica per l’indennità fuori nomina spetta all’ultima scuola di servizio, quindi non è necessario recarsi presso i caf o patronati. E’ bene ricordare che tale indennità non fa maturare punteggio e si interrompe tre mesi dopo il parto, termine del periodo di astensione obbligatoria, o con la stipula di un nuovo contratto di supplenza.

Guido Ferrari

Guido Ferrari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *