Come ci si comporta in caso di sciopero

Come ci si comporta in caso di sciopero

Dal gennaio del 2021 sono in vigore nuove regole in merito agli scioperi. Dopo una lunga trattativa con l’ ARAN i sindacati FLC CGIL, CISL, FSUR, UIL SCUOLA RUA, GILDA UNAMS, SNALS CONFSAL e ANIEF, .il 2 dicembre del 2020 firmarono l’accordo nazionale che regolamenta le modalità di sciopero nel comparto istruzione e ricerca.

Le nuove regole introdotte danno nuovi obblighi ai dirigenti scolastici. Deve essere data informazione alle famiglie sul peso delle sigle sindacali che indicono lo sciopero. In questo modo non viene pregiudicato il diritto all’astenersi dal lavoro, ma i genitori potranno valutare le probabilità di successo dello sciopero.

Altra limitazione introdotta è che gli scioperi nella scuola non possono essere indetti dall’1° al 5 settembre e nei tre giorni successivi alla ripresa delle attività didattiche dopo la pausa natalizia o pasquale.

La domanda però che spesso docenti e personale non docente ci pongono spesso è quella se deve essere data o meno l’adesione allo sciopero. Con le nuove regole i Dirigenti Scolastici hanno l’obbligo di chiedere ai docenti se intendano scioperare o meno. Ci sarà la libertà da parte dell’insegnante di comunicare o meno la propria adesione. Nello specifico il Dirigente inviterà il personale a dichiarare se aderisce allo sciopero, se non aderisce o se non ha ancora deciso. Ovviamente si tratta di un invito, non c’è obbligo di rispondere. Chi dichiara di aderire allo sciopero o non aderirvi non potrà comunque variare la sua decisione. Chi risponde di non aver deciso, potrà valutare fino all’ultimo come comportarsi. In caso di adesione allo sciopero basterà non presentarsi a scuola il giorno di indizione.

Guido Ferrari

Guido Ferrari

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