Cessione del quinto, cos’è e come funziona

Cessione del quinto, cos’è e come funziona

Sui mezzi di informazione che si occupano della scuola compaiono spesso articoli/post che si occupano della cessione del quinto. Visto che si tratta quasi sempre di publiredazionali, mettono in evidenza solo gli aspetti positivi di queste operazioni. Per questo ho pensato di fare un po’ di chiarezza sul tema.

Cos’è la cessione del quinto

Con questo nome si intendono dei prestiti personali che prevedono un piano di rientro a rate mensili che non possono superare il 20% – in altre parole un quinto – dello stipendio o della pensione del richiedente. Queste rate vengono riscosse con una ritenuta sulla busta o sulla pensione di chi richiede il prestito.

La durata della cessione del quinto non può superare i dieci anni e può essere richiesta da lavoratori a tempo indeterminato e pensionati. Questa forma di finanziamento è gradita a finanziarie e banche perché sono praticamente certe di rientrare dei capitali prestati ed il tutto a tassi interessanti per loro – e non per chi deve pagare.

Controllare il TAEG, non il TAN

L’errore principale che si compie quando si valuta un prestito – e quindi anche quando si chiede la cessione del quinto – è quello di considerare il TAN – ovvero il Tasso Annuo nominale. Questo indice considera solo una parte dei costi connessi al finanziamento. Per capire i costi effettivi legati al finanziamento bisogna sapere qual’è il TAEG – che vuole dire Tasso Annuo Effettivo Globale. Solo questo tasso considera tutti i costi occulti legati al prestito – come quelli di istruttoria, perizia e incasso.

Il modulo SECCI

Si tratta di un modulo informativo – il suo nome è l’acronimo di Standard European Consumer Credit Information – reso obbligatorio dal giugno 2011 dall’approvazione del D.lgs. n. 141/2010 – che applicava una direttiva europea. Banche e finanziarie devono darci questo modulo e nel modulo deve essere contenuto il dato relativo al TAEG.

Banca d’Italia e scorretta indicazione del TAEG

Per capire se l’offerta che ci è stata fatta è più o meno valida dovremo poi confrontare il TAEG del nostro prestito con quelli medi offerti sul mercato e con il tasso di usura. Questi valori vengono rilevati trimestralmente dalla Banca d’Italia e pubblicati sul suo sito – basta fare un ricerca su google sui tassi effettivi globali medi e poi specificare trimestre e anno di riferimento.

A fine marzo 2021 i tassi medi per questo tipo di operazione erano dell’11,20% per i prestiti fino a 15.000 euro e del 7,49% quando si supera questa soglia. Il valore limite – se si supera si finisce nel tasso d’usura – per la cessione del quinto per prestiti fino ai 15.000 euro è pari al 18%, se il finanziamento è di importo superiore il valore limite è del 13,3625%.

Ricordiamo che la scorretta indicazione del TAEG comporta la nullità della clausola di determinazione degli interessi, e quindi il finanziamento dovrà essere ricalcolato ai tassi “sostitutivi” BOT (ai sensi dell’articolo 117 del Testo Unico Bancario). Come ovvia conseguenza chi ha accesso il finanziamento potrà recuperare gli interessi versati in eccedenza rispetto alla rideterminazione del tasso.

Roberto Bosio

Roberto Bosio

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