ART 88 DEL CCNL QUESTO SCONOSCIUTO

ART 88 DEL CCNL QUESTO SCONOSCIUTO

In questi giorni nelle varie scuole d’Italia stanno per essere avviate le trattative per il Contratto di Istituto
che ha lo scopo di riconoscere un compenso aggiuntivo per tutte quelle attività che esulano dalle ordinarie incombenze previste dalle norme contrattuali per il personale scolastico.
Le attività da retribuire con questo fondo, sono dettagliatamente elencate nell’ART 88 del CCNL 2006/08,
non modificate dal CCNL 2016/18, ma nella stragrande maggioranza dei contratti di istituto risultano essere pienamente disattese. Vediamo il perché.
In sintesi, l’ART 88 del CCNL al comma 2 afferma che con il fondo sono altresì retribuite:
a) Il particolare impegno professionale “in aula” connesso alle innovazioni e alla ricerca didattica, la
flessibilità organizzativa e oraria
b) Le attività aggiuntive di insegnamento (max 6 ore settimanali) per interventi didattici volti all’arricchimento dell’offerta formativa
c) Le ore aggiuntive per l’attuazione di corsi di recupero
d) Le attività aggiuntive funzionali all’insegnamento (progettazione e produzione di materiali didattici
con particolare attenzione a prodotti informatici)
e) Le prestazioni aggiuntive del personale ATA che vengono svolte oltre il normale orario di lavoro o in
seguito ad un’intensificazione delle prestazioni lavorative
f) I compensi per i collaboratori del dirigente (massimo 2 unità)
g) Le indennità di turno festivo e/o serale
h) L’indennità di bi/trilinguismo
i) Il compenso per la sostituzione del DSGA
j) La quota variabile dell’indennità di direzione spettante al DSGA
k) Compensi per il personale docente e ATA per ogni altra attività educativa prevista nel POF
l) Particolari impegni connessi alla valutazione degli alunni
Nello stesso Articolo si legge:
“Per gli Insegnanti la finalizzazione delle risorse del presente articolo va prioritariamente orientata agli
impegni didattici in termini di flessibilità, ore aggiuntive di insegnamento, di recupero e di potenziamento”
E ancora:
“Nella determinazione delle misure unitarie dei compensi dovrà essere posta particolare attenzione a
costituire un ragionevole equilibrio tra le diversi componenti della retribuzione”
Da tutto ciò si dovrebbe desumere che, per quanto riguarda i docenti, la maggior parte delle risorse
previste dal FIS dovrebbero essere destinate ad attività didattiche di potenziamento, di recupero, per la
produzione di materiali didattici o per il riconoscimento di flessibilità oraria finalizzata al miglioramento
didattico e che non ci fosse una concentrazione di risorse destinate a poche persone.
Quello che accade invece è che la stragrande maggioranza del fondo riservato ai docenti viene utilizzato
per figure di sistema che non compaiono minimamente (se non marginalmente alle lettere f e k) come
figure previste dal contratto nazionale (coordinatori di classe, responsabili di plesso, commissione orario…
ecc). Il perché queste figure di sistema non compaiono in nessun punto del CCNL scuola va ricercato nel fatto che si tratta di figure aventi come scopo il coadiuvare il Dirigente Scolastico nello svolgimento di funzioni che, per contratto dirigenti e per leggi ad hoc approvate negli anni, sono di loro competenza.

Logica vorrebbe che queste figure, diventate ormai indispensabili e il cui impegno deve senza dubbio
essere riconosciuto, venissero pagate con i fondi contrattuali dell’area dirigenziale e non da risorse
sottratte alla didattica.
Ragionando per iperbole, si tratta di una sorta di Robin Hood all’incontrario in cui il reggente Giovanni
Senzaterra delega la conduzione delle attività del suo regno chiedendo, oltre alle tasse, anche parte delle
risorse spettanti ai cittadini della Contea di Sherwood rendendo così meno proficuo il frutto del loro lavoro.
Per fortuna, a differenza dei tempi di Robin Hood, oggi noi abbiamo un contratto sottoscritto sia
dall’amministrazione che dai sindacati rappresentativi, applichiamolo.

Antonio Antonazzo

Antonio Antonazzo

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