Alunni violenti: le soluzioni del ministro Valditara

Alunni violenti: le soluzioni del ministro Valditara

Nelle ultime settimane stanno salendo agli onori della cronaca numerosi episodi di violenza sugli insegnanti. Basti ricordare l’episodio dell’uso di una pistola ad aria compressa a Rovigo e dell’aggressione subita a Bari da parte di un docente di economia. In realtà queste sono situazioni che sono state messe in evidenza da parte dei media, ma tante altre spesso vengono sottaciute e nascoste.

Nel dibattito già qualche giorno fa era intervenuto il sottosegretario Rossano Sasso (Lega) che ipotizzava una legge ad hoc per tutelare gli insegnati. Con un post su twitter il ministro Valditara ha reso noto il suo intervento ad Italia direzione Nord. Nello specifico il ministro ha dichiarato che: “Serve una soluzione per contrastare gli episodi di #violenza in #classe, prevedendo delle sanzioni nei confronti degli #studenti che non rispettano le #regole: una cosa che mi è sempre parsa molto valida sono i #lavori socialmente utili.” (fonte twitter)

Si sono subito levate le critiche della FLC CGIL, secondo il segretario Francesco Sinopoli il ministro Valditara ha una visione della scuola “arcaica e paternalistica”. L’on. Anna Ascani (PD) in risposta al ministro ha dichiarato: “la scuola non è un tribunale e non deve comminare agli studenti ‘pene alternative”.

In una live di Tecnica della scuola, anche il coordinatore della Gilda degli Insegnati Rino di Meglio è intervenuto sul tema. Il sindacalista ha dichiarato che la prima barriera di difesa per i docenti dovrebbe essere il dirigente scolastico, che però spesso non svolge questa funzione, non per colpa sua ma a causa di una visione aziendalistica della scuola, dove si devono soddisfare i clienti.

Guido Ferrari

Guido Ferrari