VENETO – SETTEMBRE: COME SI RIPARTE? – Comunicato GILDA – SNALS regionali

VENETO – SETTEMBRE: COME SI RIPARTE? – Comunicato GILDA – SNALS regionali

Le Segreterie Regionali del Veneto
Comunicato stampa congiunto

Federazione GILDA UNAMS – SNALS CONFSAL

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

La scuola è una comunità educante e in essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera in armonia con i princìpi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, e con i princìpi generali dell’ordinamento italiano (art.24 CCNL/2018).
LA SCUOLA NEL VENETO PER POTER RIPARTIRE HA BISOGNO DI CERTEZZE
AL 1 SETTEMBRE DEVONO ESSERE ASSICURATE STRUTTURE SICURE CON SPAZI ADEGUATI La questione centrale che la Scuola dovrà affrontare è contemperare il diritto alla salute ed diritto al lavoro, in un equilibrio dignitoso per entrambi, evitando l’insostenibile scelta tra salute e lavoro.
La ripresa delle attività deve essere effettuata in un complesso equilibrio tra:
 sicurezza, in termini di contenimento del rischio di contagio,
 benessere socio emotivo di studenti e lavoratori della scuola,
 qualità dei contesti e dei processi di apprendimento,
 rispetto dei diritti costituzionali alla salute e all’istruzione.
Da: “ Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021”. – Decreto MI n. 39 del 26.6.2020-
Siamo in grave ritardo, se si considera la complessità delle questioni da affrontare.
Con queste premesse, per la ripresa della scuola in presenza e in sicurezza
avremmo dovuto trovare impegni puntuali sia nel Documento per la
pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione (Piano Scuola 2020-2021) sia nei documenti del Tavolo regionale.
Invece, il ritorno alla didattica in presenza avviene in un contesto di problemi irrisolti:
 Sugli aspetti riguardanti le misure di prevenzione anticontagio vi è la
necessità di più puntuali indicazioni, al fine di orientare in modo efficace
gli interventi in ogni singola istituzione scolastica
 il budget di risorse attualmente messe a disposizione dal Governo non eà
adeguato al reale fabbisogno.
 Non ci sono stanziamenti considerevoli per interventi immediati
sull’edilizia scolastica per adattare gli spazi alle misure contenitive del
contagio CoVid e per reperirne di nuovi.

 Non è stato previsto un incremento dell’organico ATA neé una copertura
totale dei posti di DSGA.
 Ci ritroveremo con 66 scuole senza DS e 31 con reggenze. Sui DS, peraltro,
si cerca di scaricare tutta la responsabilità – in qualità di datori di lavoro – delle tante criticità delle scuole in termini di (in)sicurezza quando sono gli Enti proprietari che dovrebbero provvedere.
 Più che nuovi spazi è stata proposta una rimodulazione degli spazi già
esistenti e comunque non tutti a norma già nella fase pre-Covid.
 Per l’organico docenti, senza prevedere la stabilizzazione entro il 1
settembre dei precari che ne hanno diritto.
 Vengono proposte varie soluzioni, ma a invarianza di organico. Ad
esempio:
o modelli modulari da 40 minuti per aumentare le unità orarie di
insegnamento, o riduzione del “potenziamento”, o suddivisione delle classi in gruppi, o soluzioni miste di didattica in classe e a distanza per gruppi di studenti a rotazione.

Quasi a compensare queste carenze i documenti nazionale e regionale insistono molto su soluzioni estemporanee circa la capienza degli spazi didattici, delle palestre, delle mense, dei laboratori; sulla gestione delle risorse professionali; sulla gestione della didattica per ogni ordine di scuola; sulle forme di flessibilità; sulla formazione; sull’inclusione; sul ruolo delle comunità territoriali … .
Le OO.SS. ritengono il manuale elaborato dal tavolo regionale, assolutamente non risolutivo, e quindi irricevibile poiché di fatto propone
una sorta di commissariamento della scuola dell’autonomia, esautorando
le competenze degli OO.CC. ed eliminando le relazioni sindacali, caricando
tra l’altro i dirigenti di compiti e responsabilità che loro stessi ritengono
insopportabili.
L’emergenza va affrontata con la collaborazione e la condivisione di tutta la
comunità educante, degli OO.CC, della RSU, delle OO.SS. nel rispetto delle
competenze previste per legge e nel rispetto del C.C.N.L. Qualsiasi intervento, sia esso proposto come linee, indicazioni, manuale, tavolo o anche solo suggerimento, che non ne terrà conto sarà ritenuto inaccettabile e impugnabile Pertanto, coerentemente con la posizione di totale contrarietà espressa al Tavolo regionale, le scriventi OO.SS. respingono il Manuale operativo regionale.

Redazione

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