Siamo sicuri che il ministro si ricordi di essere stata insegnante?

Siamo sicuri che il ministro si ricordi di essere stata insegnante?
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Ci lamentiamo che da molti anni non riusciamo ad avere un ministro dell’istruzione competente che provenga dai ruoli della scuola. Finalmente l’ultimo in carica lo è. Docente, che ha vinto il concorso per DS che è stato anche sindacalista (in un sindacato che ha come vocazione quella del ricorso) ma non è cambiato nulla, anzi le cose vanno peggio. Sta dimostrando molta incompetenza, approssimazione, arroganza, incapacità al dialogo, inadeguatezza. È facile dare la colpa al coronavirus, ma sta di fatto che alcuni provvedimenti di facile attuazione e realizzazione a costo zero non sono state attuate né proposte.

È tempo di organici, in tutti gli ATP di Italia si stanno concludendo le operazioni di formazione degli organici di diritto. Ancora una volta assistiamo al balletto delle cattedre orarie esterne, cioè quelle che non trovando le 18 ore nella scuola di titolarità, vengono completate con altri istituti dello stesso comune o di scuole situate nella provincia di appartenenza (per ora). Sembra una cosa banale in fondo. Ma non è così. È un aggravio notevole economico e di tempo per gli insegnanti, infatti se la scuola di completamento delle ore cattedre si trova a 30/40/50 kilometri di distanza, il povero docente sarà costretto nell’ipotesi di 2 ore di completamento a spostarsi a spese proprie almeno due volte a settimana per assolvere i propri doveri di docente e poi includere tutte le riunioni previste dal piano delle attività cioè consigli di classe, collegi docente, ecc. Si badi bene questo può succedere anche a quel docente di 65 anni che è prossimo alla pensione. E, capita che la COE cambi ogni anno da una scuola all’altra di completamento in un alternarsi senza logica, solo il completamento delle fatidiche 18 ore.

Si chiedeva l’organico funzionale di istituto con stabilizzazione delle cattedre per un determinato periodo anche su reti di scuola nello stesso comune, invece la “Buona sola” di Renzi ha partorito le cattedre di potenziamento che non sono state capite dai DS che li utilizzano per tappabuchi senza capacità di utilizzo su progetti finalizzati all’attuazione del PTOF di istituto.

Ora, causa corona virus si sta studiando un altro provvedimento ancora più dirompente, diminuire la lezione da 60 a 40 minuti, cosi, anziché fare 18 unita se ne faranno 24, se a questo si aumentano anche le classi da assegnare al docente ecco che l’impegno sarà insostenibile, perché per ogni classe in più significa aggiungere altri 20/27 allievi per classe con la conseguenza che si dovranno preparare altre lezioni, altre correzione di compiti, altri consigli di classe etc.

Chiediamo rispetto per gli insegnanti ma ci accorgiamo che l’odio verso la categoria accentua la crisi della professione.

Ma siamo sicuri che il ministro Azzolina sia mai entrata in una scuola e si ricordi di essere stata insegnante o è stata solo impegnata nell’attività di sindacalista?

Cordialmente

Lamezia Terme, giugno 2020

Prof. Antonino Tindiglia

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