Scuola dell’infanzia: quando la DaD si trasforma in LEaD

Scuola dell’infanzia: quando la DaD si trasforma in LEaD

La pubblicazione in data 13 maggio 2020 del documento elaborato dalla “Commissione Infanzia Sistema integrato Zero-sei” (D.lgs. 65/2017) dal titolo “Orientamenti pedagogici sui LEAD: Legami Educativi a Distanza – un modo diverso per fare nido e scuola dell’infanzia” introduce un nuovo acronimo nella scuola italiana.

Il LEAD, sigla di “Legami Educativi a Distanza» sta a sottolineare che, per questo ordine di scuola non è possibile parlare di DaD, ma occorre partire dai bisogni affettivi di relazione di questi piccolissimi utenti della scuola italiana. Una scuola, quella dell’infanzia, che pur riconosciuta come rilevante e come punto start del processo formativo, non è riuscita, come invece dovrebbe, a diventare obbligatoria per tutta la fascia d’età 3-6 anni.

Il documento nasce proprio con l’intento di supportare gli operatori nel compito di rinforzare (o riallacciare) il filo delle relazioni, mantenere o ricostruire quel contatto fatto di emozioni, sguardi, voci, vicinanza, condivisione, complicità, che per i docenti, i bambini e le loro famiglie rappresentava il vissuto quotidiano fino a poco tempo fa.

L’aspetto educativo a questa età si innesta sul legame affettivo e motivazionale, pertanto l’esigenza primaria, in questo inedito contesto, è quella di ristabilire e mantenere un legame educativo tra tutti: insegnanti, bambini, genitori, per allargare quell’orizzonte quotidiano divenuto all’improvviso ristretto, per costruire un progetto orientato al futuro e basato sulla fiducia anziché sulla paura che, inevitabilmente, ha caratterizzato le prime settimane di isolamento sociale.

I bambini sono unici, pertanto è evidente l’importanza di un approfondimento sul piano pedagogico.

I LEaD richiedono che la scuola raggiunga tutti i bambini, secondo il principio di “non uno di meno” ed pertanto i LEaD non possono e non devono mirare alla performance, intesa come esecuzione corretta di compiti, allenamento di abilità, sequenze di istruzioni realizzate con precisione.

Affinchè i LEaD possano raggiungere il loro obiettivo, ai bambini deve essere garantita una educazione che sia la base dello sviluppo delle loro potenzialità e competenze, la maturazione dell’autonomia intesa come espressione di un percorso di definizione dell’identità personale ponendo l’attenzione alle diversità al rispetto degli altri, dell’ambiente e della natura attraverso lo sviluppo del senso di cittadinanza di identità, autonomia, in linea con quelle che restano le finalità della scuola dell’Infanzia.

Il concetto di “cura”, rappresenta il “filo rosso” che intreccia tutti i valori, gli intenti, gli orientamenti e le pratiche rappresentate nel nuovo progetto pedagogico: le “scuole” che funzionano meglio sono quelle dove gli insegnanti si prendono cura dei bambini.

Particolare attenzione va posta sul tema diversità e sul saper accogliere le differenze, d’altro canto la nostra stessa identità si costruisce ponendoci in relazione con la diversità.

Questi i punti cardine dai quali partire per rendere unico, come vuole il DL 65/2017, colui che va sempre posto al centro di ogni azione EDUCATIVA… il BAMBINO.

Giuseppe de Tullio

Giuseppe de Tullio

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