Salviamo il LES, la lettera dei docenti

Salviamo il LES, la lettera dei docenti

La storia del liceo del made in Italy è uno dei peggiori pasticci che la politica italiana ha combinato con la scuola. Pochissime le adesioni per il Frankestein voluto da Fratelli d’Italia, e infatti il governo sta iniziando a fare marcia indietro sul tema. Oggi, la deputata della Lega Giovanna Miele ha dichiarato che il liceo Economico sociale “continuerà ad esistere. Falso dire che sarà abolito e sostituito dal Liceo del Made in Italy che, al contrario, costituirà una nuova specializzazione fortemente voluta per valorizzare e promuovere le eccellenze italiane e per avvicinare sempre di più i giovani al mondo del lavoro e alle nuove richieste del mercato”. Visto che fino a poco tempo fa il governo voleva che si esaurisse il Liceo economico e sociale a favore di un liceo del Made in Italy di cui non si conosceva il quadro orario per il triennio, non si può che condividere il giudizio di Barbara Floridia: “Altro che valorizzazione, promozione e tutela delle eccellenze italiane, nel governo Meloni regna sovrana solo la confusione”.

Le lettera del Comitato “Salviamo il Les”

E’ quindi assolutamente da condividere la lettera del Comitato “Salviamo il Les” che chiede chiarimenti al ministro Adolfo Urso sul destino del Liceo economico sociale. Questo è il testo della lettera:

“Onorevole Ministro Urso,
siamo diverse centinaia di docenti di tutte le regioni d’Italia e le scriviamo per avere una risposta chiara e inequivocabile sul destino del Liceo Economico Sociale, indirizzo nel quale crediamo fortemente e che è stato messo in forse da circa un anno a causa della nascita del nuovo indirizzo Made in Italy, da Lei con altrettanta forza voluto. Come liberi cittadini abbiamo il diritto di sapere e Lei come nostro Ministro ha il dovere di rispondere.

Ha veramente intenzione di estinguere con la forza un indirizzo valido ed in crescita, con la sola motivazione economica di farne nascere uno nuovo, ancora debole, a costo zero? Noi continuiamo a credere di no, nonostante ci stiano ripetendo insistentemente che sarà così. Noi la legge 206 del 27 dicembre 2023 l’abbiamo studiata con attenzione e l’interpretazione del comma 4 dell’articolo 18 ci sembra chiara: dove si attiverà una classe di Made in Italy e ci sarà un congruo numero di iscritti, questa prenderà il posto di una del LES, dove invece gli studenti continueranno a scegliere l’indirizzo Economico Sociale la loro libertà di scelta verrà rispettata.

Un nuovo Liceo ha bisogno di tempo e di cure per crescere, ha bisogno di gente di scuola che ci investa e lo supporti, non può essere soltanto imposto. Moltissime infatti sono state le perplessità sollevate a questo riguardo negli ultimi giorni un po’ ovunque in Italia, prova ne è l’esiguo numero di classi di cui è stata chiesta l’attivazione.

Liceo del Made in Italy e Liceo Economico Sociale potranno vivere insieme e completarsi a vicenda, il primo come Liceo autonomo fin dal suo nascere, il secondo come opzione delle Scienze Umane. Alcune persone hanno scritto, senza saperne nulla, che questi due Licei, MiI e LES, sono praticamente uguali, il che non è vero perché hanno orientamenti completamente differenti, infatti, nel Made in Italy scompaiono completamente le scienze umane, ma è proprio nella diversità che si può trovare un arricchimento.Aspettiamo fiduciosi la Sua risposta Signor Ministro e siamo certi che questa volta arriverà.

Cordiali saluti”.

Petizione del Comitato “Salviamo il Les”

Chi condivide gli ideali del Comitato “Salviamo il Les” può anche firmare la petizione su Change.org lanciata dallo stesso comitato qualche mese fa. Lo trovate a questo indirizzo.

Roberto Bosio