Percorsi abilitanti da 30 CFU per chi è già abilitato/specializzato, perché il contenuto varia da un’università all’altra?

Percorsi abilitanti da 30 CFU per chi è già abilitato/specializzato, perché il contenuto varia da un’università all’altra?

Diverse università hanno già fatto partire i percorsi abilitanti da 30 CFU riservati a chi ha già un’abilitazione o la specializzazione su posto di sostegno. Ciò è avvenuto per la nota 3042 del 15 Febbraio 2024, con la quale il Ministero dell’Università e della Ricerca ha chiarito che questi potevano essere attivati da subito – mentre gli altri devono attendere ancora un decreto del MUR.

Chi può accedere a questi percorsi

Oltre al criterio dell’abilitazione/specializzazione è necessario il possesso del titolo di studio necessario per accedere alla classe di concorso che si vuole frequentare (e quindi bisogna anche avere il corretto numero di CFU per potervi accedere come risulta da DM 250/17 o il DM 22 dicembre 2023).

Il percorso

Il Decreto Legge PA-2 ha modificato il testo della Legge 79/2022. Tra i suoi interventi c’è stata anche la modifica dell’articolazione di tali percorsi, che ora sono formati da 30 CFU nell’ambito delle metodologie e tecnologie didattiche applicate alla disciplina di riferimento. Oltre a questo bisogna rilevare l’eliminazione del requisito del tirocinio diretto (10 CFU per 12 ore).

E come sono strutturati questi 30 CFU?

Il DPCM dell’agosto scorso ha stabilito che il contenuto dei percorsi in questione sia definito dai centri che organizzano i percorsi abilitanti – ovvero università e istituzioni AFAM -, sulla base della corrispondenza rilevata tra le competenze maturate dallo studente con i CFU o CFA acquisiti e le sue esperienze non formali e informali e le competenze definite nel profilo di cui all’allegato A.

Con questa norma, il ministero ha dato il via libera alle diverse istituzioni per costruire i percorsi abilitanti con piena libertà di scelta relativamente ai contenuti. Com’era facilmente prevedibile, dai piani di studio previsti dai diversi atenei emergono delle differenze molto significative. Una criticità rilevata anche dal CUN (Consiglio Universitario Nazionale): “emergeranno certo numerose difficoltà nell’individuazione dei contenuti per i 30 CFU aggiuntivi, demandata dal DPCM ai singoli centri senza fissare criteri chiari, con probabili sovrapposizioni per studenti che abbiano concluso il primo percorso e con il rischio di notevoli discrepanze fra singoli centri, se non fra singoli studenti”.

Anche per questi percorsi è prevista una prova finale che consisterà in uno scritto ed una lezione simulata.

Vittorio Borgatta