Non c’è DAD se la chiusura delle scuole non è legata alla pandemia

Non c’è DAD se la chiusura delle scuole non è legata alla pandemia

In questi giorni abbiamo avuto numerose segnalazioni di dirigenti scolastici che, a seguito di ordinanze sindacali di chiusura delle scuole, per motivazioni non legate alla pandemia, stanno imponendo la DAD ai docenti.

In particolare abbiamo avuto segnalazioni di chiusura delle scuole per il maltempo o per malfunzionamento dei termosifoni. In queste situazioni a regolamentare il rapporto di lavoro tra docenti e amministrazione è il codice civile che all’art. 1256 recita: “L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile”

Nel caso dei docenti, qualora l’attività di insegnamento sia impossibile per cause di forza maggiore non dipendenti dal docente stesso, non sussiste alcun obbligo di recupero e i giorni in cui non si è potuto prestare l’attività lavorativa vengono considerati servizio a tutti gli effetti. Nel 2012 il MIUR è intervenuto anche con una circolare n. 1000 del 22/02/2012 chiarificatrice “al verificarsi di eventi imprevedibili e straordinari come un’allerta meteo che inducano i Sindaci ad adottare ordinanze di chiusura delle sedi scolastiche, si deve ritenere che è fatta comunque salva la validità dell’anno scolastico, anche se le cause di forza maggiore, consistenti in eventi non prevedibili e non programmabili, abbiano comportato, in concreto, la discesa dei giorni di lezione al di sotto del limite dei 200, per effetto delle ordinanze sindacali di chiusura delle scuole”.

Si deve ricorrere alla DDI solo nei casi previsti dal contratto integrativo, come ben chiarito all’articolo 1 c.1

“Fino al perdurare dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei
ministri, dovuto al diffondersi del virus COVID-19, l’attività didattica sarà
effettuata a distanza attraverso la modalità di didattica digitale integrata,
(di seguito DDI) in forma complementare o esclusiva qualora dovesse
disporsi la sospensione dell’attività didattica in presenza, al fine di
garantire la continuità del diritto all’istruzione, quale strumento
complementare alla didattica in presenza nelle istituzioni scolastiche di
secondo grado ovvero, nella generalità delle istituzioni scolastiche
qualora l’andamento epidemiologico dovesse configurare nuove
situazioni emergenziali a livello nazionale o locale, con sospensione
della modalità ordinaria della didattica in presenza…”

Quindi si ricorre alla DDI solo quando avviene una chiusura della scuola legata all’andamento epidemiologico e fin tanto che ci sarà lo stato di emergenza.

Qua il CONTRATTO DDI sottoscritto da CGIL CISL E ANIEF

Guido Ferrari

Guido Ferrari

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