Maturità 2020, documenti e ricorsi contro l’esame in presenza

Maturità 2020, documenti e ricorsi contro l’esame in presenza
Docenti studenti e famiglie che sono contrari alla Maturità in presenza

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha deciso che gli esami di Maturità 2020 saranno in presenza, ma c’è ancora chi non si rassegna.

Ricorso d’urgenza al Tar

Un gruppo di insegnanti e di famiglie di studenti – circa 300 – hanno deciso di fare un ricorso d’urgenza al Tar per cercare di bloccare lo svolgimento in presenza della Maturità 2020. Fanno parte del gruppo Facebook “Maturità 2020 online” che si occupa, tra le altre cose, di raccogliere adesioni a livello regionale dei docenti che chiedono un esame di Maturità online – questo ad esempio è il modulo google dedicato ai commissari campani.

Documento contrario alla Maturità in presenza del collegio docenti (o di un gruppo di insegnanti di una scuola durante un assemblea sindacale)

Di seguito il documento contrario alla Maturità in presenza di una scuola superiore (lo abbiamo modificato per renderlo utilizzabile da altri docenti/scuole). Sappiamo che in questi giorni ne stanno circolando diversi:

“Il personale di questo …, riunito in … il giorno … 2020, esprime forte dissenso circa la scelta di svolgere in presenza il colloquio dei prossimi Esami di Stato”.

Gli elementi di criticità

“Riteniamo infatti che vari siano gli elementi di criticità e i conseguenti rischi per la salute pubblica che gli esami svolti in aula comporterebbero:

  1. la necessità di provvedere in tempi brevissimi a tutte le operazioni preliminari di segreteria, di pulizia e di acquisto dei DPI per ata, docenti e studenti
  2. la compresenza in uno stesso ambiente scolastico di più persone (in ogni aula: 6 commissari, un Presidente, un candidato e un testimone, in base alla normativa vigente). Ricordiamo che in questo ambiente si dovrebbe garantire una distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri come stabilito dal Comitato Tecnico Scientifico e reso pubblico dal M.I.
  3. la prospettiva di dover stare fermi in un’aula per 5 o 6 ore di fila con mascherine e guanti a temperature estive senza poter usufruire – anche per motivi di sicurezza – di ventilatori o condizionatori
  4. l’inadeguata autodichiarazione del proprio stato di salute – prevista per tutto il personale, per gli studenti e i per testimoni – dove si deve attestare di non essere stati a contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni. Tale atto è una presa in carico di responsabilità priva di valenza giuridica e di certezze scientifiche
  5. la presenza di commissari e collaboratori scolastici che si trovano in una fascia d’età a maggior rischio di contagio e complicanze, come segnalato dall’INAIL
  6. un forte dispendio di energie sia di carattere economico, sia di natura organizzativa da parte della scuola, che si troverà impegnata in una igienizzazione continua e accurata degli spazi comuni da effettuarsi all’inizio e alla fine della giornata, ma anche tra un esame e quello successivo”.
Conclusione

“Alla luce di quanto sopra evidenziato, i firmatari del presente documento ritengono che svolgere in presenza il colloquio di maturità rappresenti un grave rischio inutile e certamente non inevitabile. L’esame di Stato infatti potrebbe essere effettuato in modalità remoto. Fare l’esame a distanza potrebbe essere un modo per completare il lavoro faticosamente svolto in questi ultimi mesi, che ha visto l’intero corpo docente e tutti i lavoratori impegnati con risorse tecnologiche ed economiche proprie. Del resto la DAD – tanto caldeggiata e sostenuta dal MIUR – ha permesso pur con tutti i suoi limiti, di garantire e tutelare nella situazione emergenziale la sicurezza di studenti, docenti, personale ata.

A tal fine chiediamo quindi che l’Esame di Stato 2020 venga svolto a distanza, modalità peraltro già messa in atto dalle università per gli esami di laurea e di profitto e adottata dallo stesso MIUR per gli Esami di Stato del I grado“.

…, ../../2020

Firmato:

Roberto Bosio

Roberto Bosio

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