Lorenzo Fioramonti: La scuola non è una suppellettile

Lorenzo Fioramonti: La scuola non è una suppellettile

L’Onorevole Lorenzo Fioramonti ex Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, chiamato in causa da Gilda TV lo scorso primo di maggio, ha parlato del momento difficile che sta attraversano la scuola in particolare e il Paese in generale. Nel lungo intervento lo studioso si sofferma su vari aspetti, primo fra tutti evidenzia che “la scuola non è una suppellettile” ma “una istituzione che forma il tessuto sociale del nostro paese” e quando la scuola si ferma anche il paese si ferma. Questo, sostiene Fioramonti, lo si vedrà ancora di più dopo il 4 maggio, quando milioni di persone torneranno a lavoro e le famiglie avranno difficoltà a conciliare i ritmi giornalieri per garantire il lavoro e il benessere dei loro figli.

La pandemia di covid-19 può essere trasformata da una tragedia in una grande opportunità” in modo da trovare un nuovo equilibrio fra famiglia, scuola e lavoro, quindi, dopo una prima fase di contenimento del virus, si deve cercare un modello nuovo di scuola, che permetta la riduzione degli spostamenti e l’affollamento delle classi. La chiusura in passato di vari plessi scolastici in tutta Italia, oltre a contribuire alla morte di talune comunità, ha permesso la creazione di plessi con mille e più alunni, che sono oramai ingestibili vista l’emergenza sanitaria e visto che sarebbe impossibile garantire il distanziamento sociale. Fioramonti, quindi, consiglia di recuperare tutte le strutture scolastiche chiuse, riavvicinando la scuola alle comunità, questo non vuole essere un ritorno nostalgico alle scuole di quartiere, ma grazie alla didattica a distanza potrebbe essere possibile creare delle “sinergie importanti tra scuole che collaborano tra di loro”. Al posto di grandi istituti centralizzati, potrebbe essere possibile creare degli istituti distribuiti sul territorio “che si scambiano costantemente delle informazioni su classi più ridotte” al massimo con 15-20 studenti. Si potrebbe così, sostiene l’Onorevole, utilizzare in forma integrata di DAD, con insegnanti comuni per più classi che lavorino a distanza e insegnanti di aula che operino come facilitatori.

C’è bisogno di un grande investimento sulla scuola, sulle infrastrutture, sulla digitalizzazione e anche soprattutto un grande investimento sulla forza lavoro” l’ex Ministro pensa ad aumentare il numero di dirigenti scolastici, che molto spesso assumono la reggenza di una o due altre scuole. Vi sarà anche la necessità di aumentare il numero dei docenti e per far ciò bisogna far presto con il concorso straordinario, che Fioramonti spera si possa espletare solo considerando titoli e servizi, in caso contrario si arriverà ad una quota insostenibile di 200.000 precari.

L’ex Ministro si augura di “realizzare quella pedagogia del ventunesimo”, ma per far ciò la scuola deve tornare ad essere il centro del dibattito sociale e politico del nostro paese, questo Fioramonti ha cercato di fare, elevare la scuola al ruolo che le compete, no di certo un elemento marginale perché “il capitale umano, quello che abbiamo nella nostra testa, le nostre capacità d’innovazione, la nostra cultura sono il capitale più importante del ventunesimo secolo”.

Di seguito rilasciamo il link per ascoltare l’intervento integrale.

Armando Bayo

Armando Bayo

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