La studentessa che contesta il voto di greco alla maturità: un tipico caso di arroganza contro gli insegnanti

La studentessa che contesta il voto di greco alla maturità: un tipico caso di arroganza contro gli insegnanti

Pubblichiamo questo comunicato che convidiamo della Gilda di Venezia

È  assurta a livello nazionale la notizia della studentessa che insieme a due compagne si è rifiutata di affrontare il colloquio di maturità perché a suo avviso sarebbe stato colpevolmente sbagliato il giudizio e il voto espresso dalla Commissione in merito alla prova scritta di greco.

La notizia è stata accompagnata da una serie di dichiarazioni della stessa studentessa fortemente lesive della onorabilità dei docenti impegnati nel lavoro di Commissione di Esame di Stato, una parte dei quali è docente della classe da anni. Alcune dichiarazioni fanno pensare ad un attacco frontale contro un sistema scolastico che la studentessa considera non adeguato e ipocrita. Peccato che se ne sia accorta solo dopo aver preso un voto non sufficiente in una versione di greco alla maturità.

Appare grave che illazioni e chiacchiere siano diventate “notizie” giornalistiche e che rischino di mettere ingiustamente in cattiva luce il lavoro serio dei docenti della Commissione di Esame, di tutto il consiglio di classe e del Liceo di appartenenza.

Precisiamo subito che i tanti che i tanti che hanno espresso giudizi a riguardo, compresa la stessa ragazza, non hanno ancora visto il compito, con la relativa griglia di correzione e i probabili errori commessi.

Il caso è stato strumentalmente montato dalla studentessa, dalla famiglia e dai giornali. Essersi rifiutata di fare il colloquio di maturità come forma di “disobbedienza civile” è un fatto inaccettabile che dimostra una visione narcisistica del mondo che, se non gira come si vuole, deve essere fermato a tutti i costi esulando dalle responsabilità personali e dal contesto in cui si vive. Situazioni simili si stanno ripresentando in molte scuole italiane dove gli insegnanti continuano ad essere oggetto di critiche, e anche di fatti violenti, da parte di studenti e famiglie non soddisfatte delle valutazioni che sarebbero sempre sbagliate e causate da docenti che non sarebbero in grado di svolgere la loro professione che consisterebbe evidentemente nel promuovere tutti con il massimo dei voti, senza note e rimproveri.

La Gilda degli Insegnanti esprime solidarietà nei confronti dei colleghi che sono stati oggetto di illazioni e critiche inaccettabili. Comprendiamo giustamente la loro prudenza nel fare dichiarazioni che potrebbero essere interpretate strumentalmente, in particolare mentre si stanno svolgendo ancora le prove di esame.

La studentessa potrà, se vuole, utilizzare altri strumenti legali per far valere le sue ragioni, ma dimostra di avere  una visione della scuola superficiale  che riteniamo inammissibile.
Sembra che abbia già la possibilità di frequentare un corso di studi negli USA per “meriti sportivi”. Le auguriamo tutto il bene possibile immaginando che il greco antico non sarà più al centro delle sue preoccupazioni.

Ma anche nello sport, così come a scuola e nella, il risultato può essere diverso dalle aspettative.

Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia

Redazione