“LA SCUOLA AI TEMPI DEL COLERA”

“LA SCUOLA AI TEMPI DEL COLERA”

È tempo di ripartenze. Ripartire, fase due, aprire in sicurezza…

Più lo si guarda da vicino e meno convince il modo di trattare il problema “Scuola” da parte del Governo in questo periodo E sì che andare a Scuola è per definizione socialità prolungata, distanze cancellate, se non intimità di certo comunità che obbliga a distanze di centimetri. Il Presidente del Consiglio solo qualche volta ascolta intento chi lo accusa di non aver tenuto conto del problema dei bambini. Credo non sappia o forse non riesca o possa avere contezza del problema “scuola”

La Ministra non cerca e non sembra interessata a parlare, confrontarsi con qualcuno che pensi cose di Scuola, è più spinta a proporre (imporre) soluzioni che non la mettano troppo in difficoltà con le famiglie e con quelli che l’hanno scelta e mandata avanti dopo il Kamikaze Fioravanti.

Eh sì la grana della Scuola non se la vuole prendere nessuno! È storia! E poi chi glielo avrebbe mai potuto prevedere un disastro così totale?

E allora sembra aver scelto un modello di comunicazione. Il modello è quello che abbiamo più volte potuto ammirare: espressione da famiglia Adams sguardo gelido, basso profilo, promesse e confidenze nessuna e familiarità poca con tutti, soprattutto con i Sindacati.

Perché?

E come non capirla? Avere in mano ai “tempi del colera” la pubblica istruzione, delineata dalla nostra Costituzione, sarebbe stato oltre che il massimo della “sfiga”, anche una prova severa per politici navigati e persone che ne sanno qualcosa di cultura.

Come se la può cavare lei appena arrivata allo scanno dopo una fortunosa e abbastanza abborracciata carriera politica, un concorso a Dirigente scolastico superato “iuxta modum” e avventurosi trascorsi sindacali in casa Anief?

Non può che fin da subito dividere la platea con la quale deve relazionarsi e scegliere un modello di intervento con ognuna. Le famiglie e i media, poi gli alunni, il governo, i sindacati, i Dirigenti Scolastici e i Docenti. Mi fa venire in mente quando ero piccolo e ho cominciato ad andare a Scuola: era molto una avventura anche fisica e se volevo sopravvivere fino alla quinta elementare dovevo prestissimo capire con chi potevo fare a botte, da chi dovevo stare lontano perché solo prenderle si poteva, dove mostrare di essere bravo e dove nascondermi. È la vita pubblica, il palcoscenico. La Ministra ha dovuto fare così, credo.

Per genitori, i media e gli alunni può bastare una visione oleografica della Scuola e allora

  • Nessun bocciato, ma con i propri voti veri.
  • Si fanno gli esami. Esami di stato orali con tesina precompilata per tutti. (la mamma si sa vuole partecipare alla scrittura, per quella della primaria di secondo grado, molto utile lo zio professore in pensione o il cugino appena laureato per la maturità) e un orale, quello della Maturità consterà di un’ora di colloquio sul lavoro fatto con la DaD.
  • Tutti gli altri promossi e a settembre si recupera tutto.
  • A settembre suonerà la campanella (amo il suono della campanella ha detto la Ministra) e inizieremo (ci sono sul tavolo molte le opzioni) in una scuola sicura e inclusiva.

Per il Governo il motto di Mao sull’ininfluenza del colore del gatto. Abbiamo già avuto un ministro sognatore e presuntuoso, che per fortuna si è dimesso.

I Sindacati sono inutili e i Dirigenti Scolastici sono il braccio armato della legge. Quindi loro e con loro, atteggiamenti convenienti e adeguati.

Per i Docenti? I docenti fanno parte del Personale Scolastico con loro non c’è niente da discutere, vanno sorvegliati e “obbligati” a dimostrare buona volontà e impegno, come tutti.

Sembra chiaro che l’atteggiamento della Ministra sia particolarmente mirato sull’elettorato e sui media, d’altra parte da lì è venuto il consenso elettorale e lì potrebbe ritornare.

I doveri?

Il resto è fare “ammuina” compresi i concorsi dei precari e la garanzia degli esami (nemmeno in tempo di guerra si sono saltati gli esami di maturità…. Bottai avrebbe probabilmente, lui pure, scelto la “tesina” avesse avuto conoscenza di questa modalità di esposizione dei contenuti appresi, si accontentò dei membri interni). D’altra parte con tutte le fabbriche, le imprese, Confindustria stessa, lì in attesa dei maturati per inserirli nel mondo produttivo, come si fa a non fare l’esame di maturità, anche in un anno scolastico così raffazzonato! “majora premunt!”

Su quest’anno scolastico invece la stesa del velo pietoso sembra d’obbligo.

Ma due cose restano impellenti e sospese in attesa di settembre e pare che la Ministra cominci a chiedere aiuto ai Sindacati perché non sa più che pesci pigliare. La sicurezza dei locali scolastici e la sua conseguenza prima, la formazione delle classi.

E qui non bastano acronimi evocativi come “DAD”. Ci vogliono i soldi, tanti soldi. Bisogna minimo sdoppiare, ma non “mezzi a casa col tablet e mezzi a scuola con il prof”.

Ci ha provato il ministro e ha già fatto marcia indietro. Con i numeri di alunni per classe, con i locali che la Scuola mediamente ha a disposizione, parlare di sicurezza è perlomeno ridicolo!

A spanne bisognerebbe almeno raddoppiare i locali e raddoppiare gli insegnanti.

E questo appena appena potrebbe essere visto come buona volontà. Perché classi di 30 divise per due farebbero testardamente classi di 15 e questo numero non permetterebbe il rispetto delle distanze di sicurezza, nemmeno nelle scuole più moderne e più attrezzate. E quindi ricerca e sistemazione attivazione di locali e spazi. Le caserme, gli spazi in obsolescenza delle parrocchie e dei partiti, ma attrezzarli anche solo con banchi e sedie e qualche LIM, costerebbe?

Bisogna imparare a convivere con il virus è la parola magica. Ma sarà sufficiente?

Per gli Insegnanti che ci sono dentro, ma fanno parte del problema, uscire indenni non sembra possibile. E poi ogni Insegnante dovrebbe avere il suo doppio in ogni aula e per ogni lezione. Assunzione di tutti i precari, pagati, con il bilancio attuale della scuola attuale alle tariffe dei raccoglitori di pomodori. Metti chi l’informatica e anche l’esperienza proficua della DAD un 30% di Docenti lo facciano risparmiare, ma con meno di 400.000 assunzioni non si comincia nemmeno a ragionare. Ha un bel dire la Ministra che non si deve lasciare indietro nessuno, che nessuno resterà indietro

Severino, non Boezio, né  Emanuele  

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