In attesa dell’ordinanza sulla mobilità, si prevede un’altra estate calda per la scuola

In attesa dell’ordinanza sulla mobilità, si prevede un’altra estate calda per la scuola

Dopo esserci stati numerosi incontri sulla mobilità tra ministero e organizzazioni sindacale, da qualche giorno tutto tace. Le Organizzazioni sindacali hanno chiesto che venga superato il vincolo quinquennale per i docenti e per i DSGA. Nonostante le aperture iniziali da parte della delegazione ministeriale, tutto è fermo. Il problema è sia tecnico che politico. In realtà le motivazioni tecniche come sempre nascondono una precisa volontà politica. Il vincolo quinquennale è stato introdotto con una norma di legge  L. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019) e quindi per essere superato avrebbe bisogno di una norma specifica. Infatti è stata prevista la non derogabilità per via contrattuale”. L’occasione per l’abolizione del vincolo poteva essere il “decreto sostegni”, ma nulla è stato fatto.

A questo punto è evidente la precisa volontà politica di non affrontare la questione. Sono tante le forze in maggioranza che pongono ostacoli e freni, in primis le stesse che quella legge di bilancio la votarono. Tra le richieste delle organizzazioni sindacali c’è anche quella di dare la possibilità di assegnazioni provvisorie e utilizzazioni. Sembra che questa possa essere una strada più facilmente percorribile, per via contrattuale. Resta il fatto che inizialmente la data di partenza della mobilità era prevista ad inizio marzo e quasi sicuramente nulla si sbloccherà se non per i primi di aprile, con un accavallamento pericoloso alle domande di aggiornamento della terza fascia del personale ATA.

La prima conseguenza con lo slittare della presentazione delle domande sarà che anche la data di pubblicazione dei movimenti sarà notevolmente ritardata, perchè si dare agli uffici scolastici il tempo tecnico per la verifica delle istanze. Il risultato sarà quello che avviene ormai anni ogni estate, con i mesi di luglio e agosto in cui gli uffici scolastici sono in affanno per garantire l’avvio dell’anno scolastico. Le premesse con cui il nuovo ministro, Patrizio Bianchi, si era presentato, erano quelle di avere una ripartenza al primo settembre senza cattedre vacanti e senza le difficoltà di sempre. La realtà è invece che ancora una volta quasi sicuramente non sarà così, ma avremo. come sempre, un’estate calda sul fronte scuola.

Vito Carlo Castellana

Vito Carlo Castellana

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