Immissioni in ruolo 2020/21, per molti precari l’assunzione slitta

Immissioni in ruolo 2020/21, per molti precari l’assunzione slitta
In alcune regioni le immissioni in ruolo slitteranno al prossimo anno

Le immissioni in ruolo, secondo il racconto del governo, avrebbero dovuto riguardare 80.000 docenti. In realtà tutti sapevano che i numeri effettivi sarebbero stati molto più bassi.

I numeri reali delle immissioni in ruolo

I precari effettivamente immessi in ruolo sono stati poco più di ventimila, perché una parte di loro non verrà stabilizzata in quest’anno scolastico. Il motivo? Alcune regioni non sono riuscite a chiedere le graduatorie entro il 31 agosto ed il ministero non ha attivato la proroga – il decreto scuola permetteva di arrivare con le operazioni di immissioni in ruolo fino al 20 settembre. 

Quali sono le regioni in ritardo?

Tra le regioni in ritardo ci sarebbero, secondo la Gilda, il Piemonte e la Sicilia – ma l’elenco sarebbe incompleta. Cosa succederà a chi non è stato immesso in ruolo per i ritardi dell’USR? Secondo il direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte: “Vi sarà comunicata l’assegnazione della provincia, ma la relativa immissione in ruolo avrà esclusivamente effetto giuridico dal primo settembre 2020 ed economico dal primo settembre 2021 e quindi non si procederà, come da precedente avviso, alla fase di assegnazione della sede” – ovvero l’assunzione definitiva avverrà solo nel prossimo anno scolastico (salvo sorprese).

Il commento della Gilda e la risposta del Miur

Secondo il segretario della Gilda degli Insegnanti Rino Di Meglio, “Il decreto scuola approvato il 6 giugno scorso prevedeva la possibilità di procedere con le nomine in ruolo spostando il termine dal 31 agosto al 20 settembre. Peccato, però, che in Viale Trastevere abbiano dimenticato di emanare l’ordinanza con cui si sarebbe resa effettiva la deroga. In conseguenza di questo, diversi Uffici scolastici regionali non possono assegnare le sedi agli insegnanti immessi in ruolo in questi giorni. Tutti i posti che, dunque, risulteranno vacanti saranno coperti con incarichi a tempo determinato. La supplentite continua”.

Il ministero all’Istruzione racconta invece un’altra storia. La scelta di non emanare l’ordinanza per la proroga delle nomine è stata voluta, perché “gli strumenti derogatori, se utilizzati, avrebbero fatto slittare le norme di tutto il personale supplente e dell’organico aggiuntivo gettando nel caos le scuole”. 

Qualunque sia la verità, il 2020/21 inizierà con un numero record di supplenti. Probabilmente si raggiungerà e supererà la quota record di 250.000 supplenti. E si poteva prevedere una quota simile già da mesi.

Vittorio Borgatta

Vittorio Borgatta

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