IL PIANO DI RIENTRO DELLA REGIONE VENETO. UNA FOLLIA VERSO LA REGIONALIZZAZIONE DELL’ISTRUZIONE?

IL PIANO DI RIENTRO DELLA REGIONE VENETO. UNA FOLLIA VERSO LA REGIONALIZZAZIONE DELL’ISTRUZIONE?

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Giovanni Pagina

Le indicazioni “proposte” da USR Veneto e dalla Giunta Regionale del Veneto (Donazzan) assumono caratteristiche inquietanti. Il Veneto vuole dimostrare di essere all’avanguardia della futura scuola. Il Covid è l’occasione per introdurre surrettiziamente una riforma dell’istruzione con forti connotati regionalistici.

Al di là delle considerazioni tecniche legate all’emergenza Covid 19, si propongono nuove modalità di organizzazione degli orari di lavoro dei docenti. Per l’infanzia fino a 38 unità di lezione (40 minuti)  rispetto alle attuali 25  orarie, per la primaria fino a 36 unità di lezione (40 minuti) rispetto alle attuali 24 ore (di cui due di coordinamento), per la secondaria di primo grado fino a 24 moduli di lezione (45 minuti) invece delle 18 ore cattedra, per la secondaria 27 unità di lezione (40 minuti) o 22 (50 minuti) invece delle 18 ore di lezione.

I docenti dovrebbero farsi carico di riorganizzare tutta l’attività didattica stravolgendo le modalità e i contenuti dell’insegnamento con un lavoro accessorio enorme e con la necessità di operare in compresenza per mantenere l’orario mattutino per gli studenti nella secondaria.

La Dott.ssa Palumbo, ritornata alla direzione dell’USR Veneto, ha ribadito che si tratterebbe solo di indicazioni e suggerimenti fatti alle scuole nel rispetto delle prerogative dei Collegi dei Docenti. Ma come si può facilmente immaginare i Dirigenti Scolastici faranno di tutto e di più per “invitare” i Collegi dei Docenti ad adottare il piano della Regione Veneto minacciando doppi turni, eliminazione dei giorni liberi, l’eliminazione del sabato libero nelle scuole che lo hanno deciso, ecc.

Una parvenza di autonomia scolastica gestita dalla regione approfittando dell’assenza di chiare indicazioni nazionali da parte del Ministero dell’Istruzione  che ha scaricato proprio sull’autonomia scolastica le scelte organizzative nella situazione di emergenza Covid. Se il piano del Veneto passa senza alcuna resistenza e senza che associazioni e sindacati nazionali facciano sentire la loro opposizione, sarà un esempio per altre regioni per intervenire con loro “indicazioni” e “amichevoli suggerimenti”.

Giovanni Pagina

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