Il flop annunciato della Call veloce

Il flop annunciato della Call veloce
Clamoroso fiasco dell’iniziativa della ministra: 3 prof per 5.000 posti nel Lazio, 59 per 15 mila in Lombardia

La call veloce era stata spacciata dalla ministra dell’istruzione Lucia Azzolina come la soluzione geniale per riempire le cattedre rimaste scoperte dopo la prima tornata di immissioni in ruolo.

Un fallimento annunciato

Un flop che dimostra, una volta in più, la distanza tra gli annunci della ministra e la realtà. In Lombardia sono arrivate 59 domande per 15.000 posti, nel Lazio di domande ne sono arrivate solo 3 per 5.000 posti. Con la call veloce abbiamo coperto il 2,47% delle disponibilità. Dalla Puglia – tradizionale serbatoio di precari – ci sono state solo 100 domande in uscita.

Le ragioni di un flop

Non ci si poteva attendere nulla di diverso: chi ha fatto la domanda con la call veloce, ha dovuto scegliere una regione diversa da quella in cui abita, e non potrà fare domanda di trasferimento per cinque anni.

Visto che potevano fare domanda solo i docenti presenti nelle graduatorie di merito di un concorso – ovvero persone che sanno già che prima o poi entreranno in ruolo nella regione in cui abitano -, era facile immaginare questo risultato.

Risultato finale: record di supplenti

Com’era facile prevedere degli 85.000 posti che sarebbero dovuti andare ai docenti di ruolo, 60.000 non verranno assegnati. E quindi, nonostante le rassicurazioni del ministero, quest’anno si raggiungerà e probabilmente supererà la cifra record di 250.000 precari su un corpo insegnante di 800.000 docenti.

Quasi uno su tre. E nell’anno di Covid. Grazie alla ministra.

Vittorio Borgatta

Vittorio Borgatta

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