Ieri a centinaia hanno protestato per richiedere l’apertura delle scuole a settembre

Ieri a centinaia hanno protestato per richiedere l’apertura delle scuole a settembre
Manifestazioni organizzate in varie città dal comitato “Priorità alla scuola”

Roma, Firenze, Milano, Bologna, Genova, Napoli, in totale in 16 città, a centinaia tra insegnanti, studenti, genitori, educatrici sono scesi in piazza per chiedere l’«apertura delle scuole in presenza e in continuità da settembre». Le manifestazioni sono state organizzate dal comitato “Priorità alla scuola”. «L’istruzione è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione italiana, la scuola deve riaprire in sicurezza dando priorità alla didattica in presenza – sottolinea il comitato che ha organizzato la protesta a Roma nei pressi del Miur – A settembre, a ben sei mesi dalla chiusura, non si potrà più parlare di emergenza, genitori, insegnanti, bambini, associazioni e sindacati sono scesi in piazza uniti per chiedere che da settembre si torni in classe. Abbiamo cercato di mantenere le distanze, disinfettato il megafono tra un intervento e l’altro. È stato un momento gioioso e di festa per i bambini che hanno ritrovato dopo tanto la loro socialità, pur rispettando le regole». 

«Manifestiamo perché la scuola pubblica sia riaperta a settembre, in sicurezza, non con la didattica a distanza ma con la presenza. Questo vuol dire investire risorse, fare programmazione seria in estate perché a settembre ci siano gli spazi e la quantità di personale sufficiente a risolvere il problema delle distanze: per avere più distanza a scuola bisogna avere classi meno numerose». Lo ha detto Filippo Benfante, del comitato Priorità alla Scuola di Firenze.

«Un anno scolastico senza ibridazioni e sperimentazione – ha aggiunto Benfante – perché la didattica a distanza non può essere il pilastro di una programmazione scolastica avendo dimostrato in pochi mesi le disuguaglianze che può produrre».

Guido Ferrari

Guido Ferrari

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