I precari protestano in tutta Italia

I precari protestano in tutta Italia
Aumentano i contagi da Covid, si prolunga lo stato di emergenza e vengono imposte nuove restrizioni, ma comunque il governo impone ai precari il concorso straordinario dal 22 ottobre al 9 novembre

Il preoccupante incremento nei contagi da Covid ha generato il prolungamento dello stato di emergenza al 31 gennaio e imposto nuove restrizioni e divieti. L’unica eccezione è il concorso straordinario che riguarderà oltre sessantamila precari che saranno in molti casi costretti a lunghi spostamenti rischiando il contagio – se non saranno costretti a saltare la prova perché con il raffreddore o costretti ad un periodo di quarantena.

Nulla ferma la ministra

I sindacati rappresentativi hanno cercato in tutti i modi di far cambiare idea alla ministra – inutilmente. Una delle loro ultime iniziative è stata la lettera appello rivolta ai gruppi parlamentari del 30 settembre, in cui rilevavano come questo concorso, da una parte “non produce alcun effetto immediato in termini di assunzioni”, “mentre espone la scuola e il personale coinvolto a un possibile aumento dei contagi”. Un’iniziativa che ha prodotto l’emergere di voci dissenzienti in pezzi sempre più larghi del Pd, ma non ha portato a modifiche al piano dei concorsi a prescindere.

La mobilitazione nazionale del 14 ottobre

Per continuare a manifestare la loro distanza dall’approssimazione e dall’accanimento su questa vicenda, i sindacati rappresentativi hanno indetto ieri una mobilitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori precari della scuola, che si sono svolte davanti ad un centinaio di prefetture.

Una mobilitazione condivisa dal Comitato Priorità alla scuola, che “esprime sconcerto” per la sottrazione agli istituti appena riaperti, “e in molti casi non ancora a pieno regime”, 66.00sessantaseimila docenti per almeno due giorni.

Le proposte della mobilitazione

La mobilitazione aveva al suo centro le seguenti proposte:

  • la stabilizzazione tramite prova orale e valutazione di titoli dei docenti con tre anni di servizio (l’unico modo per garantire in tempi brevi e certi la copertura delle cattedre e la continuità didattica);
  • la stabilizzazione su posti di sostegno tramite prova orale dei docenti specializzati (che hanno già dovuto superare una selezione pere accedere ai corsi di specializzazione);
  • l’avvio di percorsi abilitanti per tutti e in particolare per i precari con almeno tre anni di servizio.
Vittorio Borgatta

Vittorio Borgatta

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