Esame di maturità: chi sono i veri danneggiati? – Un maturando ci scrive

Esame di maturità: chi sono i veri danneggiati? – Un maturando ci scrive

Salve a tutti i lettori, questa è una lettera scritta da un ragazzo del quinto anno di un liceo classico.

Sto esprimendo la mia opinione principalmente come risposta, volutamente polemica, a tutto il qualunquismo con cui si sta trattando l’argomento degli esami di Stato.

Il problema principale sta nella sufficienza con la quale questa sottospecie di sistema giornalistico che ci ritroviamo considera le richieste dei ragazzi, nei confronti dello Stato, di venire incontro all’ambiente scolastico, vista soprattutto la situazione a dir poco atipica degli ultimi due anni.

La capacità a dir poco sorprendente del sistema sopracitato è quella di essere stato sempre pronto a piangere, in maniera effettivamente più o meno valida nei modi, più ragionevole nel messaggio di fondo,  della situazione di lockdown però, nel preciso istante in cui può ricorrere alla retorica, risalente alla notte dei tempi, della “gioventù sfaticata” non si fa perdere l’occasione e tutta quella sofferenza che si evinceva dagli articoli di giornale risalenti al periodo delle antichissime e lontane dirette su Facebook di Conte, magicamente sparisce quando si parla di giovani, peraltro, la critica si inacerba particolarmente visto che si parla di ragazzi appena diciottenni, “ma che ne sanno loro, sono troppo giovani”, così avranno detto e diranno tanti individui presuntuosi e ignoranti.

Troverò sempre disgustoso quell’articolo de “Il Fatto Quotidiano” che, con nota sarcastica, vuole fare notare come, pur di non aver a che fare con uno scritto, i ragazzi si siano dovuti cimentare comunque nell’attività tanto temuta. Di certo non ho intenzione di accanirmi con la scrittrice dell’articolo perché, per quanto mi riguarda, è solo un nome inesistente, un’opinione idiota, per così dire. La cosa preoccupante è come quell’articolo fosse stato un risultato di un climax ascendente di critiche sempre più vuote e fatte alla leggera circa la decisione dei ragazzi di fare sentire la propria voce e levare un grido d’aiuto sotto la sconvolgente forma di una lettera. Sembra ridicolo che proprio le persone che dovettero scrivere all’esame trovassero così ironica la stesura di uno scritto, non dite mica che non è niente di troppo difficile? Di che vi sorprendete allora?

Inoltre ci sono stati interi istituti che non hanno lavorato quasi per niente per tutto il periodo della didattica a distanza, accompagnati da un’incapacità di prendere sul serio la situazione da tutte le parti coinvolte e, soprattutto, si sta ignorando che questi scritti che tanto si vogliono fare tornare sul “trono del terrore dei liceali” risultano ai ragazzi come dei completi sconosciuti.

Alla luce di ciò mi sorgono spontanee delle domande che, per una volta, vorrei vedere risposte in maniera concisa, diretta ed esaustiva (come viene chiesto a noi agli esami, o sbaglio?): in virtù di cosa può lo Stato richiedere ai suoi studenti la corretta comprensione e il corretto apprendimento di concetti che non sono stati somministrati in primo luogo? Come si può chiedere ai maturandi una dimestichezza in un’attività che non è mai stata compiuta? Come si può sperare di correre ai ripari in un anno scarso quando, oltre a trovarsi in una corsa alle competenze, ci si trova a dover gareggiare pure nella corsa ai programmi (probabilmente pure quelli del quarto anno perché mai sarà novità che gli insegnati non finiscono il programma) e per il PCTO? Avete mai visto un maratoneta scolastico? Bene, stiamo per sfornarne un’intera generazione!

La verità è che la mia generazione sarà permanentemente danneggiata da una situazione sulla quale non potevamo fare niente, è quindi necessario aggiungere al danno didattico la beffa della valutazione? Non è mica un accanimento questo?

La mia posizione è chiara, non ho intenzione di esplicitarla in una massima finale, possano i lettori fare lo sforzo mentale di leggere tutta la lettera, dopotutto, se qualcuno deve obbligare alla conoscenza puramente formale, ci si aspetta pure un minimo di lettura da questi, no?

I lettori ci scrivono

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