Educazione alle relazioni: una risposta confusa

Educazione alle relazioni: una risposta confusa

Pubblichiamo questo interessante intervento che abbiamo trovato sul blog di Gilda Venezia a firma di Gianni Tagliapietra.

Valditara ha emanato una direttiva  sull’ ”educazione alle relazioni” con percorsi progettuali per le scuole sotto la pressione dell’opinione pubblica turbata dal recente assassinio della ragazza Giulia da parte del suo ex compagno, ragazzo apparentemente normale e di buona famiglia. 

Si tratta di un provvedimento che non tocca, a mio avviso, il cuore del problema che è di ridefinire i contenuti culturali proposti dalla scuola che dovrebbero partire da una diversa lettura della storia dal punto di vista delle donne e delle cosiddette minoranze di genere, che dovrebbe puntare sulla vera conoscenza dei diritti fondamentali della nostra Costituzione partendo dall’art. 3 puntando su una educazione civica intesa come educazione al rispetto e alla responsabilità. Dovrebbe essere un approccio trasversale e critico senza comportare necessariamente un aumento delle ore di lezione o del rafforzamento dell’imbarazzante circo dei “progetti”.

La risposta di Valditata segue invece la tradizione dei progettifici. Infatti le istituzioni scolastiche “possono” attivare iniziative che puntano su “gruppi di discussione coordinati da docenti” di norma in orario extrascolastico. Per ogni gruppo classe dovrebbe essere individuato un docente-moderatore secondo un programma stabilito dal MIM dai soliti esperti. Il finanziamento previsto è di soli 12 milioni di euro che serviranno probabilmente per pagare i soliti formatori che insegneranno come diventare “ docente-moderatore” e per riconoscere  il lavoro accessorio dei docenti con ridicole cifre nel Fondo delle Istituzioni Scolastiche o nel MOF. 

Il problema sarà quello della presunta discrezionalità delle scuole nell’attivazione del progetto. E’ immaginabile che di fatto diventerà un obbligo. Che figura farà la scuola e il Dirigente Scolastico che non segue la direttiva ministeriale? 

Prepariamoci quindi ai soliti corsi di formazione gestiti da improbabili esperti. Il rischio è che, passata l’ondata emotiva, il problema della violenza di genere e del maschilismo patriarcale tornino alla terribile normalità. 

Redazione