“Dopo la crisi COVID: occhi e coscienze aperti!”: convegno per celebrare la giornata mondiale dell’insegnante

“Dopo la crisi COVID: occhi e coscienze aperti!”: convegno per celebrare la giornata mondiale dell’insegnante

Si è svolto ieri 5 ottobre in occasione della giornata mondiale dell’insegnate, il convegno dal titolo: “Dopo la crisi COVID: occhi e coscienze aperti!“, promosso dalla Gilda degli Insegnanti in collaborazione con l’Associazione Articolo 33. L’evento è stato realizzato in modalità on line, con la partecipazione di docenti collegati da tutta Italia, che hanno seguito con interesse il susseguirsi degli interventi. La moderatrice Valentina Santarpia, redattrice del Corriere della Sera, ha introdotto i vari relatori che partendo dall’incipit fornito dal sottotitolo del convegno, “La scuola del futuro non può nascere dall’emergenza” hanno ragionato su come costruire una didattica, che non sia frutto del COVID-19, ma che sia un nuovo paradigma che non trascenda dal rapporto docente-studente.

La didattica a distanza – hanno detto i relatori – ha mostrato tutti i suoi limiti, pur in un contesto che ha visto un grande impengno da parte della maggior parte degli insegnanti. La moltitudine di piattaforme web utilizzate dalle scuole, non sono altro che strumenti freddi, messi a disposizione da multinazionali, quindi soggetti privati, che di certo mettono al centro della loro attività il profitto e il controllo a discapito della qualità dell’insegnamento.

Tutti gli interventi sono stati concordi nel dire che la didattica non può prescindere dall’aula reale, che non può essere sostituita da una virtuale, che amplifica le differenze e lascia indietro i discenti più deboli.

Il sistema di istruzione non può essere rivoluzionato da una pandemia, con soggetti pronti ad approfittare del momento per per modificare il sistema di istruzione e lo stato giuridico degli insegnanti.

Il convegno ha avuto il pregio di porre l’accento sulle condizioni della scuola italiana in un momento così delicato, tra vari tentativi di screditare i docenti, che hanno avuto il merito di far sopravvivere l’istruzione nazionale con grande abnegazione e voglia di mettersi in gioco. Questo sarà il punto da cui partire per una scuola del futuro, che dovrà nascere con occhi e coscienze aperti.

Armando Bayo

Armando Bayo

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