DAD: Prove tecniche di fregatura

DAD: Prove tecniche di fregatura

di Antonio Tindiglia

In tutto il mondo, causa pandemia, covid19, tutte le scuole sono state chiuse (Spagna, Francia, America …).  In Italia, uno dei maggiori paesi più colpiti, con elevato numero di contagiati e di morti, invece, sono state sospese le lezioni, creando una confusione ed un caos immane. Si è voluto percorrere una strada nuova priva di norme, regole tortuosa che non si capisce bene ancora dove ci porta e quali saranno le conseguenze future per gli allievi e per il personale docente. I decreti emanati dal Governo, tutti d’urgenza, hanno posto le basi per applicare la DaD (Didattica a Distanza), come se questa fosse un percorso normale già in atto nella scuola salvo poi accorgersi e metterci delle pezze con circolari del funzionario di turno.

A proposito di questi, mi viene in mente l’ultimo articolo di Tecnica della scuola in formato cartaceo edito il 25 luglio 2014 a firma della direttrice Daniela Girgenti che dice: ”Ho assistito alla “disgregazione” della burocrazia: i vecchi direttori generali che conoscevano in modo approfondito la normativa scolastica, a causa dello spoil system hanno spesso dovuto lasciare il posto a dirigenti totalmente digiuni dell’ordinamento scolastico. Di conseguenza i Ministri hanno avuto consiglieri e dirigenti sempre meno capaci che non conoscevano i reali problemi del corpo docenti e dirigente. Lo dimostrano le norme che sono state emanate nell’ultimo decennio e che, sono state impugnate, costantemente, davanti ai giudici amministrativi, sono state spesso modificate in tutto o in parte, se non addirittura cancellate. L’ignoranza delle disposizioni che devono regolare il sistema scolastico e l’emanazione di norme prive di attuazione pratica sono state, secondo il mio parere, le principali cause di una scola ormai al di fuori di ogni interesse politico, con operatori lasciati allo sbando e privati di qualsiasi prestigio professionale.” Nulla è cambiato in questi 6 anni anzi le cose sono peggiorate ed il ministero è finito nelle mani di Dirigenti ed associazioni lobbystiche a forte vocazione dirigenziale, relegando il docente sempre più nel ruolo di impiegato di concetto, non di professionista dell’istruzione tutelato dall’art 33 della Costituzione.

Non esisto norme, regolamenti, procedure, accordi che dettino la DaD, tutto è lasciato all’improvvisazione dei docenti, e purtroppo ai Dirigenti scolastici che armati di autorità, prevaricando e sconfinando i loro poteri, impongono orari da rispettare, firma di registri elettronici, didattica da seguire, votazioni da riportare, presenze di alunni, riunioni, insomma tutta una serie di atti, privi di supporti giuridici anche di fronte ad eventuali ricorsi.

Sarebbe stato giusto chiudere le scuole anche in Italia, ma tutto questo non si è fatto e, nel prosieguo vedo la creazione di norme per imporre questa procedura nell’ottica di imbrigliare sempre più la libertà di insegnamento e costringere l’insegnante al rispetto di un orario di servizio più adatto ad un impiegato non al professionista dell’istruzione. Soprattutto sfatare l’assurdo che si hanno tre mesi di ferie estive. Credo che si stia pensando a programmare azioni di DaD nelle vacanze di Natale, di Pasqua e dei mesi estivi, o comunque mettere nelle condizioni i DS di condizionare questi periodi. Quello che ci salverà sarà l’utenza cioè, se fino ad ora non si è fatto si deve agli allievi ed alle famiglie che vogliono i loro tempi.

Spero che nel futuro ci sia spazio per la democrazia, che non venga tutto imposto per legge in una visione dirigistica, escludendo il dialogo con le parti sociali.

La società non può fare a meno di una scuola in presenza moderna, formativa, coinvolgente, che istruisce. La scuola non può fare a meno del docente.

Redazione

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