Covid a scuola, per il garante privacy i minori non vaccinati non vanno discriminati

Il Garante per la Protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, è stato ascoltato oggi in Commissione Affari sociali, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge n. 1 del 2022 – quello che cambiava per la terza volta in due settimane le misure per il contenimento del coronavirus..

Evitare ogni tipo di discriminazione

Secondo il garante, bisogna interrogarsi sulla “ragionevolezza e proporzionalità della limitazione di diritti fondamentali, quale è il diritto alla protezione dei dati”, e il “diritto di fruizione dell’attività didattica”. E questo vale ancor di più per i minori “cui l’ordinamento accorda una tutela rafforzata”. 

Come fare

Secondo il Garante, bisognerebbe prevedere che la verifica avvenga:

  • per il solo periodo di sorveglianza previsto dalla legge (dieci giorni), e che riguardi solo gli studenti in presenza – ovvero che sono a scuola;
  • non bisogna procedere all’acquisizione preventiva della documentazione relativa allo stato vaccinale, i controlli devono scattare solo se ci sono i presupposti normativi (due casi di positività);
  • se si esibisce il Green Pass bisogna utilizzare per il controllo unicamente l’App C-19 (modalità rafforzata, devono compiere questa attività solo il personale autorizzato e istruito allo scopo;
  • è necessario escludere la conservazione della documentazione (esenzione, vaccinazione o esito di test).

Con queste attenzioni si dovrebbe minimizzare l’impatto delle misure previste per la quarantena per i non vaccinati.

Video e audio dell’audizione

Roberto Bosio

Roberto Bosio

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