Concorso straordinario ruolo, tutto quello che la Azzolina non dice

Concorso straordinario ruolo, tutto quello che la Azzolina non dice
Realtà vs. ministra dell’Istruzione

L’ossessione pentastellata per i concorsi genera una serie di criticità che ho cercato di riassumere per voi.

Pandemia in fase acuta

Non c’è bisogno che ve lo dica. Ogni giorno assistiamo a nuovi record assoluti di contagi in Italia per il Coronavirus. E dieci regioni – lo scrive l’Ansa – hanno un rischio alto per la tenuta delle terapie intensive. Secondo il direttore generale prevenzione del ministero della Salute, Giovanni rezza, bisognerebbe “evitare aggregazioni ed eventi sia pubblici che privati”.

Limitare gli spostamenti tra regioni

Il direttore del Laboratorio di Virologia e microbiologia dell’università di Padova Andrea Crisanti, in un’intervista al Messaggero, sostiene la necessità di limitare gli spostamenti tra regioni. Si tratta di un “principio di assoluto buonsenso” – sono le sue parole – che è stato utilizzato a marzo, ma che oggi, non sappiamo perché, non sembra più valere per i precari del concorso straordinario.

Con una logica che francamente mi sfugge, il governo da una parte raccomanda “fortemente” di “evitare feste e di ricevere persone non conviventi in numero superiore a 6”, ma dall’altra impone a 65.000 docenti di spostarsi almeno per decine di chilometri – diverse migliaia saranno costretti a farne anche centinaia – per svolgere un concorso che non risolverà certamente gli annosi problemi del precariato nel settore della scuola.

Molti dei candidati magari non si ammaleranno durante la prova, ma rischiano molto negli spostamenti, e finiranno per diventare dei potenziali untori andando a peggiorare una situazione che è ben diversa da quella che racconta, senza contradditorio, la ministra – come vi abbiamo spiegato qui.

Un ulteriore stress per le scuole

Un altro aspetto che viene “dimenticato” dai sostenitori del concorso a prescindere, è l’ennesimo peso che viene imposto alle scuole. Se è vero, come dice la ministra, che i 64.000 candidati, saranno in media meno di 10 candidati per aula, vuol dire che centinaia di aule saranno sottratte al loro uso abituale per le tre settimane del concorso.

Quanti studenti saranno per questo costretti alla Didattica a Distanza? E quante ore di scuola verranno perse perché i presidi dovranno ritardare l’ingresso a scuola degli studenti per evitare incroci pericolosi con i candidati?

Roberto Bosio

Roberto Bosio

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