Concorso straordinario ruolo: il Pd frena ma Azzolina non ci sente

Concorso straordinario ruolo: il Pd frena ma Azzolina non ci sente
Nonostante i dati sul contagio, la ministra Azzolina continua ad insistere sul concorso straordinario

I dati sui contagi da Covid continuano ad aumentare in tutta Italia. E diversi virologi immaginano scenari ancora più foschi.

Il partito democratico chiede il rinvio delle prove

Per questo il PD si sta appellando al premier Giuseppe Conte per chiedere il rinvio delle prove che costringeranno migliaia di precari a fare centinaia di chilometri – rischiando di diventare potenziali untori.

Queste le parole del senatore Francesco Verducci, vice presidente della Commissione Cultura e Istruzione: “Il governo sospenda il concorso scolastico. Non c’è nessuna ragionevolezza nel voler insistere sullo svolgimento nella condizione di estrema criticità che il Paese sta vivendo. E inaccettabile mettere a rischio la sicurezza di migliaia di candidati e, di conseguenza, del personale scolastico degli istituti che saranno sede delle prove, degli studenti, delle loro famiglie. Voler forzosamente spostare migliaia di insegnanti dalla propria Regione verso altre Regioni è contro ogni buon senso e contro ogni logica di sicurezza. Conte intervenga e stoppi il concorso, ascolti le richieste pressanti che vengono da tutto il mondo della scuola”.

Gli fa eco la responsabile scuola del Partito Democratico Camilla Sgambato: “Lo svolgimento di concorsi in questa fase di aumenti esponenziali della curva del contagio da Covid espone a rischi enormi. Spostarlo a tempi migliori sotto il profilo sanitario ci sembra la cosa più opportuna da fare”.

La ministra non ascolta nessuno

Lucia Azzolina, come al solito, non ascolta niente e nessuno e continua ad insistere sulla sua linea (nonostante le evidenze): “Sfatiamo il mito che non si possono fare i concorsi. Il giorno 22 ottobre è l’inizio delle prove. Si tratta di concorsi molto sicuri perché non dobbiamo immaginare grandi padiglioni fieristici. La Rai qualche giorno fa ha fatto un concorso per 3 mila persone con mille a padiglione. Noi ne mettiamo dieci a laboratorio, in massima sicurezza su più giorni” – come i docenti si materializzassero davanti alle aule subito prima delle prove (e si smaterializzassero subito dopo aver fatto l’esame per fare ritorno alle loro case e poi a scuola).

Il mito del “merito”

Ricordiamo che il concorso darà solo l’illusione di premiare il merito. Solo per fare un esempio, i docenti di danza o di pittura, dovranno scrivere cose teoriche invece di mostrare cosa sanno fare. E comunque rappresenterà solo una misera toppa al problema del reclutamento della classe insegnante.

Un’ultima annotazione: non è ancora chiaro cosa succederà alla procedura concorsuale in Campania – e cosa potrebbe avvenire se non si svolgessero le prove in questa regione.

Vittorio Borgatta

Vittorio Borgatta

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