Concorso straordinario ed emergenza Covid

Concorso straordinario ed emergenza Covid
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera da Giulio Gras, avvocato precario che dovrebbe fare il concorso in piena pandemia

Al Capo del Governo
Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
A chi di competenza
Mi chiamo Giulio Gras e sono iscritto al “Concorso straordinario 2020 docenti scuola secondaria” per la provincia di Genova per la classe di concorso A046.
La procedura definita dal MIUR prevede che in data 29/10/2020 io mi rechi presso un istituzione scolastica nella città di Lecco per sostenere la prova “in modalità telematica”.
Giacché sto prendendo sul serio gli appelli del Presidente della Repubblica, che nei giorni scorsi ha dichiarato che quella in corso “è una crisi molto dura che va affrontata con la responsabilità di tutti”, mi trovo a ritenere assolutamente fuori luogo che migliaia di candidati siano chiamati a viaggiare per ore su diversi mezzi pubblici, spostandosi di regione e spostandosi con più mezzi all’interno delle diverse regioni ospitanti, in un momento di grave allarme sanitario.
Dalle “Istruzioni operative per la prova scritta della procedura straordinaria … “ pubblicate dal MIUR si evince che la prova verrà sostenuta nell’aula di informatica dell’istituto indicato da massimo dieci candidati presenti nell’aula, avendosi una interazione, nello svolgimento della prova, unicamente con i personal computer appositamente predisposti.
Ora, non so se i vari divieti imposti dal Governo e dalle diverse regioni mi permettano di recarmi nel luogo indicato, e di riuscire poi a rientrare, visti i diversi coprifuochi disposti, così come non so se i cosiddetti “motivi di lavoro” che permetterebbero in taluni casi di spostarsi nonostante le limitazioni, possano valere anche in casi come questo in cui lo spostamento non sarebbe dovuto ad una attività lavorativa, ma solo per partecipare ad concorso, che potrebbe sì portare ad avere un lavoro, ma non è in sé “attività lavorativa” [Purtroppo l’ampio margine di interpretabilità dei DPCM che si susseguono in questi giorni porta ad una certa l’arbitrarietà nelle possibili interpretazioni sia da parte dei cittadini che delle Autorità che devono far rispettare le normative].
Sembra che sia intenzione del MIUR e del Governo di portare avanti comunque la procedura di selezione del concorso, e questo perché tale procedura avverrebbe in modalità telematica e perché la procedura di
svolgimento della prova sarebbe si svolgerebbe secondo specifici protocolli organizzativi validati da un “Comitato tecnico scientifico”.

Per quanto mi compete, volendo far mio quel senso di responsabilità che tutte le Autorità ci stanno invitando a mostrare, ritenendo assolutamente non opportuno che migliaia di persone si spostino contemporaneamente tra diverse regioni e poi ancora all’interno di quelle regioni (nel mio caso la
Lombardia, regione particolarmente soggetta a rischio contagio, tanto da essere già stata inserita nelle “black list” di diversi paesi tra cui la Germania), ritengo di dover rinunciare al presentarmi alla prova del
concorso a Lecco.
Mi chiedo però, e chiedo ufficialmente alle Autorità cui sottopongo la presente comunicazione e richiesta, non solo quale sia il senso di responsabilità mostrato dal MIUR nell’organizzare il tale maniera la procedura di selezione in un periodo di grave pericolo sanitario e sociale, ma anche e soprattutto per quale ottuso e incomprensibile vizio di capacità organizzativa abbia ritenuto di voler costringere allo spostamento migliaia
di persone quando la modalità di esecuzione della prova è (o meglio sarebbe) telematica.
Se i soggetti che si sottopongono alla prova devono semplicemente sottoporsi al riconoscimento e poi, nel numero massimo di dieci per aula, interagire unicamente in modalità telematica con il PC assegnato, senza
alcuna necessità di interazione con una commissione esaminatrice (se non il riconoscimento, che può essere però effettuato da qualunque delegato dalla commissione, in qualunque luogo) per poi, trasmessa
telematicamente la prova, iniziare il lungo itinerario di ritorno verso casa (in una trasferta che per molti sarà durata più di un giorno, viste le distanze e la difficile raggiungibilità di alcuni dei luoghi prescelti), viene da
chiedersi per quale motivo tale prova non abbia potuto essere prevista in analoga aula informatica di analogo istituto scolastico ma presso la città/distretto scolastico presso cui ci si è iscritti.
Certamente la procedura sarà validata da codesto Comitato tecnico scientifico, certamente la modalità telematica di svolgimento della prova sarà idonea a portare quasi a zero il rischio di contagio.
Ma non sono stati in grado di comprendere, i dirigenti di codesto Ministero, che uno dei principali motivi di diffusione del contagio sono gli spostamenti, e che finalità delle modalità telematiche tanto del lavoro che
delle attività didattiche è proprio e anche quella di evitare i rischi di contagi negli spostamenti?
Se non per un banale rispetto dei candidati, per cui già non si comprenderebbe la necessità di sottoporre alla necessità di lunghi spostamenti, che possono talvolta oltrepassare la singola giornata, per svolgere telematicamente delle prove che potrebbero esser svolte in qualunque aula di qualunque luogo, se è vero (come ritengo vero) che siamo in una situazione di grave emergenza sanitaria il costringere i candidati a tali spostamenti, assolutamente evitabili senza che si debba rinunciare allo svolgimento delle procedure concorsuali, si può considerare un comportamento che potrebbe forse considerarsi criminale. Ed invito ed
esorto le Autorità cui mi rivolgo ad approfondire e verificare tale ipotesi.
Se quindi, per aderire all’invito di adottare il massimo senso di responsabilità per evitare il diffondersi del contagio, rinuncio a partecipare al concorso in oggetto, chiedo però a Codeste istituzioni cui mi rivolgo con
la presente di attivarsi per identificare le responsabilità in merito alla scelta di modalità di svolgimento del concorso così contrarie sia ad un principio di buona organizzazione della Pubblica Amministrazione sia a quella prudenza e responsabilità cui veniamo chiamati in questo periodo di grave emergenza sanitaria.
Spero di poter avere riscontro in merito a quanto qui evidenziato e richiesto, riservandomi comunque, una volta individuate e rese note da parte di codesti Enti cui mi rivolgo, le motivazioni e le responsabilità alla
base di tali scelte organizzative, ed essendo stato costretto a rinunciare a partecipare, alla luce di come è stata organizzata la modalità di partecipazione, per aderire agli inviti alla responsabilità rivolti alla
cittadinanza tutta da parte di tutte le Autorità, di far valere in opportune sedi eventuali lesioni dei miei diritti.
Ringraziando per la cortese attenzione, resto in attesa di un significativo riscontro in merito a quanto segnalato e richiesto,

Giulio Gras

I lettori ci scrivono

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