Classi di concorso, le modifiche non sono retroattive

Classi di concorso, le modifiche non sono retroattive

Il principio generale è quello della non retroattività dei nuovi requisiti. Infatti, l’art. 5 comma 1 del nuovo decreto (che ricalca esattamente il vecchio art. 5 comma 1 del DM 259/2017) dispone che:

Coloro i quali, all’entrata in vigore del presente decreto, sono in possesso di titoli di studio validi per l’accesso alle classi di
concorso ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, come modificato e integrato dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca del 9 maggio 2017, n. 259, con particolare riferimento all’art. 5, possono fare riferimento ai requisiti ivi previsti per presentare domanda di partecipazione alle procedure concorsuali, alle procedure abilitanti e ai percorsi di specializzazioni sul sostegno o per accedere alle graduatorie per il conferimento delle supplenze.

Dunque coloro che, alla data di entrata in vigore della nuova riforma (11 febbraio 2024) possedevano i requisiti per poter accedere ad una classe di concorso, conservano i requisiti per:

  • presentare domanda di partecipazione alle procedure concorsuali
  • accedere alle procedure abilitanti 
  • accedere ai percorsi di specializzazioni sul sostegno
  • accedere alle graduatorie per il conferimento delle supplenze.

Pertanto:

  1. Gli aspiranti che, all’entrata in vigore del nuovo decreto (11 febbraio 2024), erano in possesso di titoli di studio validi per l’accesso alle classi di concorso ai sensi del DPR 19/2016 così come modificato dal DM 259/2017 possono far riferimento a quei titoli ivi previsti.
  2. Coloro i quali, all’entrata in vigore del presente decreto, non erano in possesso di titoli di studio validi per l’accesso alle classi di concorso ai sensi, devono adeguarsi ai nuovi requisiti.
  3. Resta ferma la possibilità per tutti, di far valere i nuovi requisiti se migliorativi rispetto alla situazione ante riforma.

Vittorio Borgatta