BONUS DOCENTI: FIGLI E FIGLIASTRI

BONUS DOCENTI: FIGLI E FIGLIASTRI

di Stefano Battilana

La questione del Bonus, che va distribuito solamente ai docenti, a riconoscimento della Didattica a Distanza, caratterizza sempre di più l’associazionismo professionale docenti, proprio nell’attuale silenzio
delle organizzazioni sindacali generaliste e del governo stesso: silenzio purtroppo operoso, che fa sì che in molte scuole, con un’estensione indebita, si realizzi nei fatti una sottrazione di alcune risorse del Bonus a
scapito dei docenti, grazie a rapporti di forze in contrattazione di istituto che penalizzano, a favore degli ATA, la componente docenti, anche se quest’ultima è la stragrande maggioranza del corpo elettorale. Il Bonus, infatti, non è distribuito con criteri uguali per tutte le scuole: non stiamo parlando dei differenti criteri per scuola del vecchio Comitato di valutazione, ma dell’inedita distribuzione fra docenti e ATA di questa risorsa, stanziata, occorre ricordarlo, solo come “valorizzazione docenti”. Per questo, lanciamo un appello alle RSU docenti su tutto il territorio nazionale, perché si dica no alla firma della contrattazione d’istituto, laddove non si riesca a far valere una chiara linea di difesa della nostra professionalità. Il contratto d’istituto passerà comunque, anche se con dichiarazione a verbale di non firma (in calce, facsimile di dichiarazione), but not in my name. Chi ha accettato l’incarico di RSU docente lo ha fatto per spirito di servizio e non certo per intenti di mediazione politica: l’invito alla non firma perché in minoranza è la testimonianza di un gesto identitario e non demolitorio. Questo il testo dell’APPELLO:
NO, IO NON FIRMO QUI, QUI DOVE IL BONUS NON È TUTTO DEI DOCENTI, FACENDO COSÌ VENIRE MENO IL RICONOSCIMENTO DELLA DIDATTICA A DISTANZA, DELLA FATICA AUMENTATA E DELL’IMPEGNO ORARIO DILATATO, DELLE CONNESSIONI DA CASA A PROPRIE SPESE E DELLA PROFESSIONALITÀ CHE OGNUNO HA DOVUTO INVENTARSI PER MANTENERE VIVA UN’IDEA DI SCUOLA. APPOGGIAMO LE RSU CHE NON INTENDONO FIRMARE LA PROPRIA CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO, PERCHÉ NON TROVANO CORRETTO DISTRIBUIRE IL BONUS DOCENTI ANCHE AL PERSONALE ATA E PERCHÉ NON TROVANO GIUSTO CHE LA QUALIFICA DI “LAVORO AGILE” SIA RICONOSCIUTA SOLO AGLI AMMINISTRATIVI E NON AL GRANDE LAVORO SVOLTO DA CASA DAI DOCENTI.
NON FIRMARE LA CONTRATTAZIONE, LADDOVE SI SUBISCE UNA IMPOSIZIONE DI MAGGIORANZA NUMERICA, È LA AFFERMAZIONE DI UN PRINCIPIO SACROSANTO E NON IMPEDISCE COMUNQUE CHE IL
CONTRATTO D’ISTITUTO ABBIA ESITO PER I PAGAMENTI DEL PERSONALE.
Facsimile di dichiarazione di non firma:
“Il sottoscritto, Rsu presso codesto istituto, ritenendo che le risorse del Bonus docenti siano state a loro esclusivamente destinate, non sottoscrive il presente Contratto di istituto, lasciando a verbale la richiesta che al personale Ata siano attribuiti fondi solo a loro destinati, come già previsto dalla contrattazione di istituto, in modo compensativo, fin dall’istituzione del Bonus.”

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