Assegnazione provvisoria negata: il Giudice dà ragione a docente siciliano

Assegnazione provvisoria negata: il Giudice dà ragione a docente siciliano

Il Giudice del Lavoro di Milano ha dato ragione ad un docente a cui l’Ambito Territoriale di Caltanissetta ed Enna aveva negato l’assegnazione provvisoria, dietro indicazioni dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia.

Lo scorso 31 agosto tutti gli Ambiti Territoriali della Sicilia avevano pubblicato, all’unisono, le operazioni di Assegnazione Provvisoria interprovinciale. Tale contemporaneità non ha permesso di assegnare le cattedre liberatesi in molte provincie dovute a mobilità annuali verso l’esterno. Ad esempio non è stato possibile assegnare cattedre liberatesi nella provincia di Palermo di docenti assegnati verso altre province.

La Gilda degli Insegnanti della Sicilia aveva richiesto subito che tali cattedre resesi libere e disponibili fossero assegnate anche successivamente alla data del 31 di agosto a coloro i quali non avevano ottenuto l’assegnazione provvisoria, in maniera da far rientrare molti docenti titolari nelle regioni settentrionali. La risposta dell’USR Sicilia, con a capo il Dottor Stefano Suraniti è stata di completa chiusura, anzi lo stesso a fine settembre pubblicava un comunicato nel quale affermava che “tutte le operazioni relative all’avvio dell’anno scolastico 20/21 si sono svolte in maniera efficace, precisa e tempestiva, nel pieno rispetto del diritto all’istruzione degli alunni”. Gilda Sicilia ribatteva dicendo che “Un buon risultato è quello che garantisce la correttezza, la trasparenza e l’efficacia dell’azione, non il rispetto meramente formale e non sostanziale di un termine temporale”. Infatti, il termine temporale del 31 agosto, rispettato con le modalità attuate dall’USR Sicilia, è stato lesivo dei diritti di moltissimi docenti, che avrebbero avuto la possibilità di un’assegnazione provvisoria vicino casa, in particolar modo in tempi di coronavirus.

Uno dei docenti, il cui diritto di assegnazione provvisoria è stato negato da questo meccanismo illegittimo, si è rivolto al Giudice del Lavoro di Milano, patrocinato dalla Gilda di Caltanissetta. Il docente tramite il proprio avvocato è riuscito a dimostrare che nella provincia di Caltanissetta il 31 di agosto si erano liberati una quantità di posti, che gli avrebbero permesso di ottenere comodamente l’assegnazione provvisoria interprovinciale su sostegno, quindi, chiedeva di sanare questo suo diritto negato anche posteriormente a tale data.

Il Ministero si giustificava dicendo, che la mancata assegnazione dei posti disponibili al richiedente era dovuto al fatto che la disponibilità degli ulteriori posti si era realizzata solo alla data del 31 agosto, quando si è esaurita la procedura di assegnazione provvisoria. Richiamando la nota del MI prot. n. 18134 del 9 luglio 2020 che disponeva che le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria dovevano concludersi improrogabilmente entro il 31 di agosto.

Il Giudice di Milano rispondeva che “Il termine del 31.8 non può che essere meramente ordinatorio, vale a dire un invito rivolto agli organi amministrativi ad organizzare tempestivamente le assegnazioni al fine di assicurare la copertura delle cattedre alla data di inizio dell’anno scolastico. Ma non è certo possibile interpretare un termine in senso perentorio nell’ambito di una procedura amministrativa che finirebbe per essere lesiva dei diritti dei lavoratori. Nella sostanza, l’interpretazione della norma nel senso voluto dal Ministero, impedirebbe la conclusione delle procedure di trasferimento in evidente pregiudizio dei diritti all’assegnazione provvisoria. Se anche lo si volesse interpretare quale termine perentorio si deve considerare che, alla data del 31.8.20, era già certamente sorto il diritto dei lavoratori all’assegnazione provvisoria che è stata disattesa illegittimamente”.

Il Giudice ha quindi ordinato al Ministero dell’Istruzione, all’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia e all’Ambito Territoriale per la Provincia di Caltanissetta e Enna di provvedere immediatamente all’assegnazione provvisoria del docente in questione, condannando la parte convenuta alle spese.

Si spera che l’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia faccia tesoro di questa sentenza e per il prossimo anno scolastico provveda a svolgere le operazioni di assegnazione provvisoria in maniera da salvaguardare i diritti dei docenti lontani da casa, che cercano per un anno di lavorare vicino ai propri affetti. Un insegnante che svolge il proprio lavoro nei pressi della propria casa è più sereno, quindi, svolgerà la propria azione educativa in maniera più efficace, con risvolti positivi nei confronti dei propri discenti.

Armando Bayo

Armando Bayo

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