Aerazione: docenti nella morsa del covid e del freddo

Aerazione: docenti nella morsa del covid e del freddo

Con l’arrivo del freddo , preludio della stagione invernale , molti lettori ci hanno segnalato come ormai sia difficile garantire una sufficiente  areazione degli ambienti. Con le finestre parzialmente aperte ormai docenti e studenti iniziano chiaramente a percepire le basse temperature. 

Lo stesso Miur con un’apposita faq   n.100 del 12 agosto 2020, ha sottolineato  “la necessità di assicurare l’aerazione dei locali in cui si svolgono le lezioni, avendo cura di garantire periodici e frequenti ricambi d’aria, cui si provvederà contemperando l’esigenza di costante aerazione dell’ambiente didattico con il diritto degli allievi a svolgere le attività didattiche in condizioni ambientali confortevoli”.

Sulla stessa problematica interviene Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi . L’occasione  è stato  il recente investimento di 500 milioni di euro per l’areazione delle scuole in Germania.

“Il recovery fund – prosegue – essendo destinato ad interventi di tipo strutturale potrebbe essere usato in Italia per questo: l’areazione di 400mila aule. Nel frattempo è importante che il Cts definisca meglio in vista del freddo quali sono i parametri di riferimento per l’identificazione di tempi e modalità di aperture delle finestre nelle classi. Andrebbe fatta nelle singole scuole una stima quantitativa che varia da aula ad aula per il ricambio dell’aria, attraverso la declinazione di parametri oggettivi. Che sarebbero molto utili. Invece siamo alle libere interpretazioni”.

Francesco Pititto

Francesco Pititto

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